Il Tirreno

Prato

Prende corpo la pista passionale

Paolo Nencioni
Prende corpo la pista passionale

Si indaga sulle frequentazioni dell'operaio ucciso. Sparito un altro computer

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 PRATO. Due donne, un altro computer sparito, un mazzo di chiavi che non si trova, una stufa ancora accesa, un coltello gettato via e un cancello rimasto aperto.  Tocca accontentarsi di elementi in apparenza secondari, ma che potrebbero risultare utili in futuro per spiegare come e perché è morto Andrea Manzuoli, l'uomo di 45 anni il cui cadavere è stato trovato lunedì mattina dentro la Cartotecnica Beusi di via Onorio Vannucchi. A oltre 24 ore dalla scoperta del corpo, nessuno tra gli inquirenti ha fornito un'informazione ufficiale su quanto accaduto e sullo stato delle indagini, se si esclude il procuratore capo Piero Tony che ieri mattina si è limitato a confermare nella sostanza quanto è stato scritto dai giornali, in particolare l'esistenza di due ipotesi: il furto degenerato in omicidio oppure l'omicidio per motivi passionali. L'impressione, comunque, è che la seconda ipotesi sia quella che sta prendendo sempre più corpo.  Il caso è stato affidato al sostituto procuratore Roberta Pieri, che ieri mattina ha compiuto un nuovo sopralluogo in via Vannucchi insieme ai carabinieri.  Due donne, si diceva. Una si chiama Teresa, è originaria della Sicilia e vive a Firenze. Secondo più fonti è l'ultima relazione sentimentale intrecciata da Andrea Manzuoli. Con lei l'operaio aveva intenzione di passare l'ultimo dell'anno, ma non è andata così. La donna potrebbe sapere se la recente relazione aveva magari ingelosito qualcuno, al punto da armare la mano di un assassino. Dicono che abbia passato San Silvestro in Sicilia e non è dato sapere se sia stata già sentita dagli investigatori.  L'altra donna si chiama Roberta ed è stata il grande amore di Andrea Manzuoli. Una storia difficile, da cui è nata una figlia ora adolescente. I due si sono separati già molti anni fa, ma è rimasta una palpabile tensione. Gli stessi colleghi di lavoro della vittima sapevano che erano frequenti i litigi tra Andrea e l'ex compagna, quando la trovava per strada con un altro uomo. Uno in particolare, che adesso non è più il compagno della donna. Roberta è stata sentita sicuramente dai carabinieri lunedì sera, insieme all'attuale compagno. Le hanno chiesto se era successo qualcosa di strano negli ultimi tempi. Non si sa cosa abbia risposto.  Intanto si è saputo che sono due e non più solo uno i computer spariti dalla Cartotecnica Beusi nel fine settimana. Oltre al computer grafico di cui si era appreso ieri, è stato rubato anche un computer portatile. Rimangono però tutti i dubbi sull'ipotesi del furto degenerato in omicidio, a meno di non pensare che i ladri fossero convinti dell'esistenza di una cassaforte e abbiano torturato Andrea Manzuoli per farsi dire dove era.  Il brutale accanimento sul corpo dell'operaio, del resto, è uno degli elementi che fanno propendere per l'ipotesi passionale. La causa della morte non è stata ancora stabilita ufficialmente (l'autopsia è stata eseguita lunedì sera dal medico legale Brunero Begliomini), ma potrebbe essere un fortissimo trauma cranico, come se l'assassino avesse sbattuto la testa della vittima più volte a terra. Il manico di scopa trovato insieme a un paio di spazzoloni nel piazzale della ditta è stato certamente usato dall'assassino, ma con quello difficilmente si riesce a uccidere un uomo.  Il macabro particolare della parziale amputazione di un alluce dice molto di più. Intanto è un gesto gratuito che rafforza l'ipotesi di una tortura e di un motivo passionale. E poi fa pensare ad almeno due assassini, perché è quasi impossibile tener fermo un uomo e praticargli quella incisione, a meno che non sia già in stato di incoscienza (e allora non se ne vede il motivo). Insomma, la nebbia è ancora fitta intorno all'omicidio di Andrea Manzuoli e non ci sono ancora indagati.

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