Sicurezza
La stufa accanto alla cucina della ditta era ancora accesa, lhanno spenta ieri i colleghi di lavoro della vittima
Non si trovano le chiavi del cancello e l'arma del delitto
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Roberto Manzuoli, il fratello della vittima 1 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Non si trovano le chiavi del cancello e del portone della Cartotecnica Beusi. Quel mazzo di chiavi le aveva Andrea Manzuoli, l'operaio trovato morto lunedì. Gliele aveva date il titolare Massimo Prioreschi perché Andrea godeva della sua fiducia e faceva anche da guardiano dell'azienda, visto che dormiva nella roulotte del piazzale. Sono gli stessi dipendenti della tipografia a raccontare che ora quelle chiavi sono sparite. I carabinieri le hanno cercate ma non le avrebbero trovate. Dunque deve averle prese l'assassino, frugando nelle tasche del morto dopo averlo ucciso. Che le abbia usate il killer è confermato anche da un altro particolare: il cancello della ditta è stato trovato aperto lunedì mattina da Miriam Zampini, la prima ad arrivare sul luogo dell'omicidio. Ciò non significa necessariamente che Manzuoli abbia aperto al suo carnefice. Quest'ultimo potrebbe aver scavalcato il cancello e poi aver usato le chiavi per uscire (forse lasciando impronte sul cancello che potrebbero tradirlo). Non si trova nemmeno il coltello usato dall'assassino per incidere profonde ferite sulle braccia di Manzuoli. E' verosimile che sia stato gettato lontano da via Vannucchi. I colleghi di Andrea invece hanno trovato una stufa ancora accesa vicino alla cucina dove è stato rinvenuto il corpo. La vittima probabilmente l'aveva accesa mentre si preparava qualcosa da mangiare e non ha avuto il tempo di spengerla.
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