La manifestazione
Dormiva nella roulotte davanti alla ditta
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La roulotte dove viveva Manzuoli Una vita difficile sempre in bilico tra la miseria e un precario equilibrio
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PRATO. Dalla roulotte all'azienda, dall'azienda alla roulotte. La vita di Andrea Manzuoli era la versione povera del detto "tutto casa e lavoro". Andrea non aveva la patente, si spostava spesso col bus. «E infatti lo vedevo spesso alla fermata - racconta la sorella Catia mentre aspetta di essere sentita dai carabinieri al Comando provinciale - Non ci parlavo da ottobre». Anche con l'altro fratello, Roberto, dipendente della Misericordia, che preferisce non dire niente, i rapporti erano saltuari. Una vita difficile quella di Andrea. Una quindicina di anni fa aveva conosciuto una donna e dal matrimonio era nata una figlia che adesso ha 14 anni ma è stata tolta ai genitori perché non avevano i mezzi per crescerla. Manzuoli era diventato una specie di clochard, mangiava alla mensa della Caritas e sbarcava il lunario come poteva. Fino a quando non ha trovato il lavoro alla tipografia di via Onorio Vannucchi e un fragile equilibrio tra roulotte e azienda. Forse non era l'unico caso a Prato di operaio che dorme accanto alla fabbrica, ma certo uno dei pochi. Da qualche settimana, dicono i suoi colleghi, aveva conosciuto una donna e stava nascendo una relazione. Con lei però sembra che non abbia passato la notte di San Silvestro, anche se la donna dovrà essere sentita dai carabinieri. Probabilmente l'ultimo dell'anno per Andrea era un giorno come un altro, da passare in solitudine o quasi. Qualcuno potrebbe aver approfittato dell'occasione per regolare un vecchio conto. ALTRO SERVIZIO A PAG. 12
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