Il Tirreno

Prato

Patrizia Pepe è riuscita ad aprirsi il mercato col trasferimento di un manager

Cina, il sogno proibito

Patrizia Bambi nella sua azienda
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Patrizia Bambi nella sua azienda

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 PRATO. Se a Prato le cose per quanto riguarda il commercio non brillano, non va meglio per quelle aziende che cercano di aprirsi dei varchi nei mercati internazionali aprendo un proprio negozio.  In Cina ad esempio vendere è un lusso dal momento che avere un negozio nel centro di Shanghai arriva a costare anche 3-4mila euro al metro quadrato. E se anche si ha intenzione di provarci trovare i canali giusti è difficilissimo: non solo per trovare gli spazi. Un motivo per cui anche le grandi aziende come Diesel hanno preferito avviare collaborazioni con partner locali a cui viene affidato il rapporto con le istituzioni locali. Lo sanno bene alla Tessilform, società che gestisce il marchio Patrizia Pepe dove ormai hanno più negozi monomarca aperti anche in Asia e in varie città della Cina.  Per riuscire ad inserirsi aprendo dei varchi nei canali di distribuzione alcuni anni fa optarono per il trasferimento ad Hong Kong di Stefano Orrea, il fratello dell'amministratore delegato, in modo da poter seguire più da vicino i negozi che già erano aperti in Oriente e che in una prima fase erano gestiti insieme a un partner cinese.  Un'esperienza cominciata nel 2006, seguirono Orrea anche la moglie e la figlia all'epoca piccolissima, che aveva l'obiettivo di espandere la presenza in quella zona e che oggi si è conclusa ma che si è rivelata importante affinché Patrizia Pepe potesse inserirsi in quella zona con una gestione pressoché diretta: negozi di Patrizia Pepe oggi si travano infatti a Pechino, a Shanghai e in altre città cinesi.

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