Il Tirreno

Prato

«Cenni non poteva non sapere»

L’avvocato Gian Paolo Olivetti Rason
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L’avvocato Gian Paolo Olivetti Rason

L'avvocato Olivetti: lui e i Giovannelli hanno trattato con la "cordata romana"

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 PRATO. Le famiglie Cenni e Giovannelli non potevano non sapere chi stava dietro alla "cordata romana" interessata a rilevare il marchio Sasch, perché sono stati loro a prendere i contatti. Lo afferma in una nota diffusa ieri l'avvocato Gian Paolo Olivetti Rason, chiamato in causa in questi giorni per l'operato del suo studio legale nella fase del concordato preventivo, poi fallito.  L'avvocato Olivetti Rason si lamenta per il trattamento ricevuto anche dal Tirreno e ci tiene a mettere qualche puntino sulle i, dopo aver letto delle perplessità manifestate implicitamente ed esplicitamente sull'operato del suo studio dagli imprenditori a cui faceva capo il Gruppo Sasch.  Dopo aver ricordato che lo studio legale «ha provveduto a predisporre le domande di concordato preventivo del gruppo industriale (Gommatex spa) e del gruppo distributivo (Sasch spa), effettuando una ampia, complessa e documentata attività durata per molti mesi», Rason passa al contrattacco.  «Non corrisponde al vero - scrive - come ben noto agli amministratori di Sasch e allo stesso sindaco Roberto Cenni (per avere quest'ultimo partecipato personalmente varie volte alle relative riunioni), che il mio studio avrebbe "sponsorizzato" alle famiglie proprietarie "la presunta cordata romana"».  «Faccio presente, in punto - aggiunge l'avvocato - che il mio studio mai ha conosciuto gli esponenti del gruppo romano, fino a quando le famiglie Cenni e Giovannelli, che avevano trovato e curato personalmente detto contatto, ci hanno domandato di revisionare (ed apporre modifiche e integrazioni ad) un contratto già predisposto tra alcuni esponenti delle loro famiglie e il gruppo romano stesso. Le vicende del rapporto tra i Cenni e i Giovannelli e l'Istituto Medio Termine di Investimenti srl (cordata romana) successive alla firma della scrittura privata del 28 aprile 2011 non sono state seguite né da me né dal mio studio. Del pari non è vera la circostanza riferita secondo cui il mio studio sarebbe stato incaricato di "recuperare il recuperabile" dal socio russo e non l'avrebbe fatto. E infatti, per il recupero di tale - preteso - credito fu incaricato lo studio legale Pavia e Ansaldo, sede di Mosca».  L'avvocato in sostanza di lamenta per come è stato trattato nelle cronache sull'inchiesta nella quale il sindaco Cenni è indagato insieme al figlio Giacomo e ad altri sei ex amministratori del gruppo per bancarotta fraudolenta. Le perplessità sull'operato dello studio legale sono state fatte trapelare ufficiosamente ma anche messe nero su bianco in una memoria preparata dai legali del Grupp Sasch nella fase del concordato preventivo e allegata alla relazione dei commissari giudiziali. Gian Luca Olivetti Rason aggiunge di essere «a disposizione della magistratura per quanto dovesse ritenersi necessario». Se lo vorranno ascoltare potrebbe raccontare una storia molto diversa da quella che è stata finora raccontata.

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