Proteste
Lettere e interventi
Roberto Baldi presidente gruppo consiliare Pdl
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La grande illusione del centrodestra Gentile redazione, il programma elettorale del Pdl pratese puntava tutto sulla soluzione dei problemi del distretto tessile e sulla sicurezza, promettendo di risolvere il problema dell'eccessiva presenza dei cinesi, che secondo la destra, sarebbero i primi responsabili di questa crisi. Al di là delle facili speculazioni, credo che la maggioranza dei cittadini abbia compreso che la propaganda messa in campo dalla destra pratese e dall'assessore sceriffo Milone, si sia già rivelata una grande illusione. Gli argomenti usati in campagna elettorale, non reggono più alla prova dei fatti e si infrangono miseramente con una realtà cruda e difficile come quella pratese che andrebbe governata con intelligenza e lungimiranza, lasciando da parte razzismi e intolleranze che non hanno mai prodotto nulla di buono. Allarmare la gente è stato un gioco da ragazzi che ha consentito al Pdl di vincere le elezioni amministrative speculando sulla sicurezza e sull'immigrazione. Ma al di là dei facili proclami, la destra pratese non è stata capace in questi anni di offrire nulla di nuovo alla città. Milone ha funzionato finchè ha potuto contare sugli effetti speciali, ma ormai egli è appeso al filo del declino di quell'onda leghista che addita il male nello straniero, anzichè dentro ognuno di noi. Ciò premesso vorrei ricordare agli amici del Pd pratese che è arrivato il tempo della trasparenza e della responsabilità. A Prato negli ultimi anni, sulle ceneri delle vecchie municipalizzate sono sorte decine di aziende che erogano servizi pubblici, amministrate dalla politica, libera di definire indennità e compensi, solitamente molto generosi. Adesso, è giunto il tempo delle riforme! Basta con il prevalere di convenienze private su quelle pubbliche! Bisogna promuovere la politica al servizio dei cittadini sotto forma volontaria, privilegiando le competenze ed il merito, e offrendo ai giovani le giuste opportunità di lavoro. I cittadini non possono non più accettare gente che vive di politica vitanaturaldurante e mal sopportano di vedere i soliti personaggi nei soliti posti da più di trent'anni! Ci vuole una sterzata, uno scatto d'orgoglio che possa far riavvicinare la gente alla politica, alla politica pulita, alla politica vera, che guarda gli interessi generali della città e non quelli particolari del singolo. Emanuele Ferrara CASO SASCH Caro Carlesi, basta con la politica tritacarne C'è un limite alla polemica politica. Ed è quello dello strumentalismo personalistico e del dileggio in cui si va esercitando il mio dirimpettaio di consiglio comunale presidente Massimo Carlesi. Nessuno di noi ricerca indulgenze pubbliche, né tanto meno le ricerca il sindaco che si affida volentieri al corso della giustizia perché emergano valutazioni chiare su vicende finanziarie, analoghe per molti versi alle vicende che hanno coinvolto in questi tempi imprenditori pratesi e nazionali, tutti rispettabilissimi. Ma proprio perché la giustizia si è assegnata il dovere di indagine, non si capisce come il presidente PD possa invocare etica, morale ed economia in nome di un giustizialismo che è ossessiva delegittimazione aprioristica, lontano mille miglia dal dovere etico e morale, questo sì, di ogni convivenza civile e di ogni cristiano che si ispiri ai principi elementari del "non giudicate e non sarete giudicati". Almeno nella fase in cui permane la cosiddetta garanzia a favore dell'imputato. Non ci è mai piaciuta la politica dei toni gridati e del dipietrismo d'assalto. Nemmeno le provocazioni di Carlesi ci indurranno alla deriva del populismo strumentale, facile da produrre in un confronto amministrativo col passato che al momento depone a tutto favore dell'attuale maggioranza e dell'attuale sindaco, ancora amatissimo dai pratesi e colpevole solo di una svolta storica che lascerà il segno per sempre in una città addormentatasi in 63 anni di autocrazia della sinistra. Le opere elencate nella conferenza stampa del sindaco e nei nostri auguri alla città sono lì a dimostrar e che molto è stato fatto e molto ancora è in cantiere. Comunque la si pensi, amico Carlesi, non sarebbe il caso di abbandonare la politica del tritacarne della nomenclatura comunista per usare una volta tanto quella dell'intelletto?
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