La manifestazione
Prato, i protagonisti del 2011
◗
Edoardo Nesi e Roberto CenniPatria di tessitori e scrittori. L’ultimo talento della nutrita covata pratese è Edoardo Nesi che con “Storia della mia gente” ha vinto quest’anno il 65º premio Strega. Un anno orribile per Roberto Cenni che, nella sua veste di imprenditore, non può che scendere
6 MINUTI DI LETTURA
CHI SALE:
E Prato rialzò la testa
Patria di tessitori e scrittori. L’ultimo talento della nutrita covata pratese è Edoardo Nesi che con “Storia della mia gente” ha vinto quest’anno il 65º premio Strega. Una vittoria che ha ridato lustro ad una città che sta vivendo uno dei periodi più travagliati della sua storia. Un successo meritato che ha portato lo scrittore-assessore alla ribalta dei mass media trasformandolo in un testimonial della cultura del lavoro (che non c’è più) e di quello che ci sarà (forse). Da incorniciare la sua dedica del premio: «A chi ha perso il lavoro».
Una voce preziosa per chi soffre
E’ l’anima della città che non si arrende alla crisi, che non accetta la dittatura degli egoismi e che tende la mano a chi non ha lavoro, un tetto, un piatto di cibo. Il vescovo Gastone Simoni, anche nel 2011, ha testimoniato, a parole e nei fatti (vedi accoglienza nelle strutture della Diocesi dei profughi libici osteggiati a lungo dall’amministrazione comunale) che cosa significhi la solidarietà. Un faro nel buio per chi vive sulla propria pelle (di qualunque colore) la povertà.
Radici, un bergamasco col cuore biancazzurro
Nicola Radici, vicepresidente esecutivo dell’Ac Prato, ha portato una ventata di novità nella centenaria società biancazzurra. Il suo arrivo ha coinciso anche con la promozione della squadra in Prima Divisione e con un ritrovato feeling con i tifosi. Uno sportivo vero che ha saputo abbracciare i colori biancazzurri, facendoli propri, anche se bergamasco. I tifosi sono con lui e con la squadra che lotta per la salvezza.
Quel prete «becero» che ricorda ai politici il valore di tre vite
La “colpa” di don Santino Brunetti, parroco di Maliseti e vicario diocesano per l’immigrazione, è stata quella di aver ricordato, in occasione della fiaccolata in ricordo delle tre donne cinesi affogate nel sottopasso di via Ciulli, che non ci sono morti di serie A e morti di serie B (nessuno della giunta era presente alla fiaccolata). Apriti cielo. L’assessore “sceriffo” Aldo Milone lo ha accusato di essere un «becero » e lo ha invitato a lasciare la toga se vuole fare politica. Don Santino ha incassato in silenzio. Non solo l’insulto di Milone ma anche gli attestati privati di chi è d’accordo con lui.
Quando si dice buonsenso
Giovane, simpatica, intelligente e dotata di buonsenso. Tra mille tentativi di approcciare i cinesi, lei Gaia Gualtieri, ha avuto un’idea semplicissima: una cena con i colleghi orientali con poca forma e tanta sostanza. Due ore da trascorrere insieme, senza caricarle di significato sennò quello di conoscersi. Una cena che è piaciuta a tutti i partecipanti che hanno garantito la disponibilità a nuovi incontri. Chi ben comincia...
Il sindacalista della Cgil si spezza ma non si piega
Giovanni Piras è un tipo tosto. Responsabile dell’ufficio vertenze della Cgil, è stato pesantemente minacciato dai titolari dell’ex Gruppo Flowers di Montemurlo perché si ostinava a difendere i diritti dei lavoratori. Chi lo minacciava è finito in carcere con l’accusa di estorsione e lui continua a difendere i diritti dei lavoratori...
Lui assume. Contro tutti
In una città che sembra sprofondare sotto il peso della crisi lui, Giancarlo Bennati, rilancia. E nel 2011 ha investito nel tessile: acquistando una filatura e assumento una ventina di persone e poi rilevandone un’altra insieme a tutti i dipendenti che vi lavoravano. Non si può nascondere che Bennati è uno degli imprenditori tessili pratesi a cui non manca il coraggio e la volontà di investire nel settore principale della città.
CHI SCENDE:
Non sempre la riservatezza e il silenzio sono una virtù
Poco loquace come presidente della Camera di Commercio, assolutamente silenzioso come presidente di Gida. E’ Carlo Longo, accreditato come rappresentante pratese del movimento politico di Montezemolo, e però legato mani e piedi al centrodestra. Longo ha evidentemente fatto della riservatezza il suo credo. Sempre, anche quando bisognerebbe parlare. E’ il caso dell’acquisto delle azioni della società aeroporto che la Camera di commercio pratese ha pagato di più della sorella maggiore di Firenze. Di richieste di spiegazioni tante, di risposte nessuna.
Il padre-padrone della Lega non molla il bastone del comando
Fronde, liti, spaccature e alla fine il commissario. Anzi due quello regionale e quello provinciale. E’ la gestione della Lega Nord a Prato e più in là, da parte del suo “padre-padrone” - così viene percepito - l’eurodeputato Claudio Morganti, vaianese approdato a Bruxelles passando per la segreteria regionale del partito. Fatto di numeri relativamente contenuti, a Prato. Ma definitivamente a pezzi. Di congressi rifondatori si parla da mesi ma di date non ce ne sono. Chi comanda nella Lega pratese? Risposta: non si sa. E così spetta al leader o ex scendere.
I progetti ora son debiti
Aveva progetti di respiro che lasciavano sperare come la cittadella del tessile. Aveva cominciato a mettere in pratica il piano trattando prima la rifinizione Rivatex, poi la Finmode. E in entrambi i casi niente di fatto. Tra i sogni e la realtà però c’è tanto spazio in mezzo: la cittadella non c’è mentre Andrea Barontini è alle prese con parecchi debiti da pagare: con i dipendenti pratesi a cui deve degli stipendi, con le aziende terziste. E anche alla Mabro, l’azienda grossetana di abbigliamento che ha rilevato, non Andrea Barontini sono certo fiori.
Affondato da Tar e Antitrust
Di lui si dice: intelligentissimo, altrettanto arrogante. Una passione politica, un destino da manager, un problema da risolvere. Paolo Abati, presidente Consiag, direttore generale di Estra, ha cavalcato la guerra col Comune, o più precisamente una parte di esso, per bloccare la gara del gas, sparando tutte le cartucce a disposizione. Ma la trincea non ha tenuto e le ultime due battaglie le ha perse malamente: Tar e Antitrust. Game over? Nemmeno per idea. Il “grande gioco” continua. Giudizio etico a parte, quando la Finanza è entrata negli uffici di via Panziera per acquisire e fotocopiare, qualcosina però Abati poteva dirla. Non agli amici, ai soci: i sindaci. Per pre pararsi al “botto”. Giù.
Cangioli per primo dice no al rinnovo della cig
E’ considerato uno degli imprenditori della nuova generazione tra i più promettenti e preparati. E proprio per questo ha colpito negativamente la scelta di Vincenzo Cangioli, tra l’altro vice presidente dell’Unione industriale, di non rinnovare ulteriormente la cassa integrazione ai suoi dipendenti. Aprendo una strada pericolosa dal punto di vista sociale per il distretto.
Gabbrielli, designatore di arbitri nella bufera
Marcello Gabbrielli è l’attuale vicepresidente della sezione Aia pratese ed ha fra i suoi compiti quello di designare gli arbitri che dirigono le partite che si svolgono sul territorio. Ruolo che svolge da circa venti anni. Le polemiche sugli arbitri sono state particolarmente accese in questi ultimi periodi e lui sembra troppo solo per farvi fronte.
Le disavventure Sasch affondano Roberto Cenni
Un anno orribile per Roberto Cenni che, nella sua veste di imprenditore, non può che scendere. Il 2011 è l’anno del flop della newco che la famiglia aveva costituito per rilevare la Sasch, quindi del fallimento di parte delle aziende del Gruppo e dell’inchiesta della procura che lo vede indagato per bancarotta fraudolenta.
E Prato rialzò la testa
Patria di tessitori e scrittori. L’ultimo talento della nutrita covata pratese è Edoardo Nesi che con “Storia della mia gente” ha vinto quest’anno il 65º premio Strega. Una vittoria che ha ridato lustro ad una città che sta vivendo uno dei periodi più travagliati della sua storia. Un successo meritato che ha portato lo scrittore-assessore alla ribalta dei mass media trasformandolo in un testimonial della cultura del lavoro (che non c’è più) e di quello che ci sarà (forse). Da incorniciare la sua dedica del premio: «A chi ha perso il lavoro».
Una voce preziosa per chi soffre
E’ l’anima della città che non si arrende alla crisi, che non accetta la dittatura degli egoismi e che tende la mano a chi non ha lavoro, un tetto, un piatto di cibo. Il vescovo Gastone Simoni, anche nel 2011, ha testimoniato, a parole e nei fatti (vedi accoglienza nelle strutture della Diocesi dei profughi libici osteggiati a lungo dall’amministrazione comunale) che cosa significhi la solidarietà. Un faro nel buio per chi vive sulla propria pelle (di qualunque colore) la povertà.
Radici, un bergamasco col cuore biancazzurro
Nicola Radici, vicepresidente esecutivo dell’Ac Prato, ha portato una ventata di novità nella centenaria società biancazzurra. Il suo arrivo ha coinciso anche con la promozione della squadra in Prima Divisione e con un ritrovato feeling con i tifosi. Uno sportivo vero che ha saputo abbracciare i colori biancazzurri, facendoli propri, anche se bergamasco. I tifosi sono con lui e con la squadra che lotta per la salvezza.
Quel prete «becero» che ricorda ai politici il valore di tre vite
La “colpa” di don Santino Brunetti, parroco di Maliseti e vicario diocesano per l’immigrazione, è stata quella di aver ricordato, in occasione della fiaccolata in ricordo delle tre donne cinesi affogate nel sottopasso di via Ciulli, che non ci sono morti di serie A e morti di serie B (nessuno della giunta era presente alla fiaccolata). Apriti cielo. L’assessore “sceriffo” Aldo Milone lo ha accusato di essere un «becero » e lo ha invitato a lasciare la toga se vuole fare politica. Don Santino ha incassato in silenzio. Non solo l’insulto di Milone ma anche gli attestati privati di chi è d’accordo con lui.
Quando si dice buonsenso
Giovane, simpatica, intelligente e dotata di buonsenso. Tra mille tentativi di approcciare i cinesi, lei Gaia Gualtieri, ha avuto un’idea semplicissima: una cena con i colleghi orientali con poca forma e tanta sostanza. Due ore da trascorrere insieme, senza caricarle di significato sennò quello di conoscersi. Una cena che è piaciuta a tutti i partecipanti che hanno garantito la disponibilità a nuovi incontri. Chi ben comincia...
Il sindacalista della Cgil si spezza ma non si piega
Giovanni Piras è un tipo tosto. Responsabile dell’ufficio vertenze della Cgil, è stato pesantemente minacciato dai titolari dell’ex Gruppo Flowers di Montemurlo perché si ostinava a difendere i diritti dei lavoratori. Chi lo minacciava è finito in carcere con l’accusa di estorsione e lui continua a difendere i diritti dei lavoratori...
Lui assume. Contro tutti
In una città che sembra sprofondare sotto il peso della crisi lui, Giancarlo Bennati, rilancia. E nel 2011 ha investito nel tessile: acquistando una filatura e assumento una ventina di persone e poi rilevandone un’altra insieme a tutti i dipendenti che vi lavoravano. Non si può nascondere che Bennati è uno degli imprenditori tessili pratesi a cui non manca il coraggio e la volontà di investire nel settore principale della città.
CHI SCENDE:
Non sempre la riservatezza e il silenzio sono una virtù
Poco loquace come presidente della Camera di Commercio, assolutamente silenzioso come presidente di Gida. E’ Carlo Longo, accreditato come rappresentante pratese del movimento politico di Montezemolo, e però legato mani e piedi al centrodestra. Longo ha evidentemente fatto della riservatezza il suo credo. Sempre, anche quando bisognerebbe parlare. E’ il caso dell’acquisto delle azioni della società aeroporto che la Camera di commercio pratese ha pagato di più della sorella maggiore di Firenze. Di richieste di spiegazioni tante, di risposte nessuna.
Il padre-padrone della Lega non molla il bastone del comando
Fronde, liti, spaccature e alla fine il commissario. Anzi due quello regionale e quello provinciale. E’ la gestione della Lega Nord a Prato e più in là, da parte del suo “padre-padrone” - così viene percepito - l’eurodeputato Claudio Morganti, vaianese approdato a Bruxelles passando per la segreteria regionale del partito. Fatto di numeri relativamente contenuti, a Prato. Ma definitivamente a pezzi. Di congressi rifondatori si parla da mesi ma di date non ce ne sono. Chi comanda nella Lega pratese? Risposta: non si sa. E così spetta al leader o ex scendere.
I progetti ora son debiti
Aveva progetti di respiro che lasciavano sperare come la cittadella del tessile. Aveva cominciato a mettere in pratica il piano trattando prima la rifinizione Rivatex, poi la Finmode. E in entrambi i casi niente di fatto. Tra i sogni e la realtà però c’è tanto spazio in mezzo: la cittadella non c’è mentre Andrea Barontini è alle prese con parecchi debiti da pagare: con i dipendenti pratesi a cui deve degli stipendi, con le aziende terziste. E anche alla Mabro, l’azienda grossetana di abbigliamento che ha rilevato, non Andrea Barontini sono certo fiori.
Affondato da Tar e Antitrust
Di lui si dice: intelligentissimo, altrettanto arrogante. Una passione politica, un destino da manager, un problema da risolvere. Paolo Abati, presidente Consiag, direttore generale di Estra, ha cavalcato la guerra col Comune, o più precisamente una parte di esso, per bloccare la gara del gas, sparando tutte le cartucce a disposizione. Ma la trincea non ha tenuto e le ultime due battaglie le ha perse malamente: Tar e Antitrust. Game over? Nemmeno per idea. Il “grande gioco” continua. Giudizio etico a parte, quando la Finanza è entrata negli uffici di via Panziera per acquisire e fotocopiare, qualcosina però Abati poteva dirla. Non agli amici, ai soci: i sindaci. Per pre pararsi al “botto”. Giù.
Cangioli per primo dice no al rinnovo della cig
E’ considerato uno degli imprenditori della nuova generazione tra i più promettenti e preparati. E proprio per questo ha colpito negativamente la scelta di Vincenzo Cangioli, tra l’altro vice presidente dell’Unione industriale, di non rinnovare ulteriormente la cassa integrazione ai suoi dipendenti. Aprendo una strada pericolosa dal punto di vista sociale per il distretto.
Gabbrielli, designatore di arbitri nella bufera
Marcello Gabbrielli è l’attuale vicepresidente della sezione Aia pratese ed ha fra i suoi compiti quello di designare gli arbitri che dirigono le partite che si svolgono sul territorio. Ruolo che svolge da circa venti anni. Le polemiche sugli arbitri sono state particolarmente accese in questi ultimi periodi e lui sembra troppo solo per farvi fronte.
Le disavventure Sasch affondano Roberto Cenni
Un anno orribile per Roberto Cenni che, nella sua veste di imprenditore, non può che scendere. Il 2011 è l’anno del flop della newco che la famiglia aveva costituito per rilevare la Sasch, quindi del fallimento di parte delle aziende del Gruppo e dell’inchiesta della procura che lo vede indagato per bancarotta fraudolenta.
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