Il Tirreno

Prato

Massimiliano Brezzo (Cgil) avverte il commissario: «I sindacati impugneranno la procedura»

Lineapiù, 40 licenziamenti

Barbara Burzi
Lo stand di Lineapiù a Pitti filati e a destra Giovanni Grazzini, commissario straordinario
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Lo stand di Lineapiù a Pitti filati e a destra Giovanni Grazzini, commissario straordinario

No al prolungamento della cassa integrazione

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 PRATO. A dormire sonni poco tranquilli in questi giorni sono i 40 lavoratori di Lineapiù ancora nelle mani del commissario straordinario. Esuberi, per i quali sono pronte lettere di licenziamento, che si aspettano di ricevere da un momento all'altro dopo che è stata negata loro la richiesta di prolungamento della cassa integrazione. I sindacati avvertono: «Impugneremo la procedura».  Dopo la vendita dell'azienda all'imprenditore fiorentino Alessandro Bastagli è previsto che per i lavoratori in esubero, che non sono stati riassorbiti dalla nuova società, una quarantina in tutto (di cui 33 sotto Lineapiù e 7 sotto la filatura Tatti) scatti il licenziamento al termine della cassa integrazione. Tuttavia, c'è stato un colpo di scena: niente ulteriori rinnovi della cassa per i lavoratori di Lineapiù. Lo ha deciso l'amministrazione straordinaria sostenendo che mancherebbero le condizioni necessarie e di conseguenza l' autorizzazione degli atti del commissario. Ma i sindacati, dal canto loro, non ci stanno e non avendo raggiunto un accordo con la controparte hanno richiesto un incontro in sede amministrativa (che per la Tatti sarebbe la Provincia di Prato, mentre per Lineapiù il Ministero) per cercare di trovare una soluzione per farsi autorizzazzare la deroga. Secondo Filctem, Felcam e Uilta, infatti, ci sarebbero le condizioni per salvare questi lavoratori dal licenziamento forzato allungando la copertura degli ammortizzatori sociali che il Governo mette a disposizione, tramite la cassa in deroga, fino al 31 dicembre 2012. «L'incontro si terrà il 9 gennaio - annuncia il segretario provinciale della Filctem Massimiliano Brezzo anche a nome delle altre sigle sindacali - ma nel frattempo è giunta notizia che da Roma avrebbero autorizzato i licenziamenti per i 33 lavoratori di Lineapiù lasciando dunque immaginare che la stessa sorte tocchi anche agli altri sette della Tatti, di cui si deve ancora discutere».  Indignati i sindacati, che dall'inizio del 2011 assistono al terzo tentativo di licenziamento nei confronti degli stessi lavoratori da parte del commissario che sarebbe chiamato ad agire nel loro interesse. «E' una procedura inconcepibile per un'azienda amministrata dallo Stato, dove c'è un commissario che dovrebbe fare l'interesse pubblico - continua Brezzo con la collega della Cisl Chiara Malinconi - se fosse così chiederemo il sostegno delle istituzioni e impugneremo i licenziamenti, in quanto riteniamo che la tutela di queste persone non sia stata perseguita». Intanto, nelle prossime settimane i dipendenti delle aziende cessate del gruppo Lineapiù si vedranno arrivare a casa la lettera di licenziamento. Per loro e per le loro famiglie l'annus horribilis deve ancora cominciare.

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