La manifestazione
LAZIENDA
Le difficoltà iniziarono quattro anni fa
Ba.Bu.
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PRATO. Nel 2007 paiono evidenti le difficoltà finanziarie dell'azienda di filati del distretto Lineapiù. L'allora patron dell'azienda, Giuliano Coppini, opta per una ricapitalizzazione con l'ingresso in società di una cordata di imprenditori di cui fanno parte Pecci, Albini, Mazzi, Paolo Bini e i biellesi Botto Poala. Un aumento di capitale che però si è rivelato insufficiente, tanto che a fine 2008 si decide di fare ricorso alla procedura di amministrazione straordinaria introdotta dalla legge Prodi. Il congelamento dei debiti è contestuale all'ingresso della società in amministrazione straordinaria e, alla guida dell'azienda, viene nominato dal Ministero dello Sviluppo economico il commercialista spezzino Giovanni Grazzini, già collaboratore di Mariella Burani. Compito del commissario è quello di traghettare l'azienda fuori dalla crisi e di venderla senza farle perdere valore. Al primo bando per l'acquisto di Lineapiù, indetto nel marzo del 2010, partecipano Manifattura Ilaria e Lp Company, ma entrambe le offerte non vengono ritenute adeguate. E' con il secondo bando che Lineapiù viene venduta al fiorentino Alessandro Bastagli, leader di Everlast, che rileva l'azienda con la partecipazione della famiglia Tatti, ex socia di Coppini. Il piano industriale prevede il riassorbimento di 95 lavoratori, gli altri (45 esuberi) restano ostaggio di una scatola vuota, quel che resta di un'azienda cessata.
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