Il Tirreno

Prato

Il Comune fa appello al buon senso dei cittadini per non spaventare gli animali. Nessun divieto in provincia

Bòtti liberi per l'ultimo dell'anno

Maria Lardara
Sopra l’assessore Mondanelli a fianco fuochi d’artificio al castello dell’Imperatore
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Sopra l’assessore Mondanelli a fianco fuochi d’artificio al castello dell’Imperatore

Mondanelli: «Ordinanza inutile: non abbiamo le forze per controllare»

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 PRATO. I primi a difendere Fido e Micio sono stati Torino e Venezia. Per rimanere nei paraggi, la linea dura è passata a Sesto e Pistoia. E invece per un San Silvestro a prova di amici a quattro zampe, il Comune di Prato non ricorre a ordinanze anti-botti ma lancia solo un appello.  Smentita ogni indiscrezione sulla messa al bando di petardi e fuochi d'artificio per la notte più scoppiettante dell'anno, l'assessore comunale ai Diritti degli animali Dante Mondanelli corregge il tiro invocando semmai moderazione e buonsenso nello sparare botti. Un appello alla sensibilità e al dovere civico dei pratesi per impedire che la festa di benvenuto al 2012 si trasformi in un incubo per le orecchie di cani e gatti. Sì perchè mentre gli essere umani festeggiano a suon di brindisi e colpi sparati, gli animali rischiano di essere spaventati a morte dal rumore.  Eppure la prospettiva di un'ordinanza che vieti i botti, sulla falsariga di altre realtà toscane neppure troppo lontane come Quarrata, Pistoia e Sesto, fa storcere il naso a Mondanelli che conta fra l'altro di portare entro febbraio in consiglio comunale il nuovo regolamento per la tutela degli animali, approvato già dalla giunta e "chiuso" nel cassetto delle commissioni 1 e 5.  «Che senso avrebbe un'ordinanza se tra i vigili non abbiamo forze a sufficienza per controllare che quella norma venga davvero applicata? Sarebbe da ipocriti istituire un divieto del genere: puntiamo piuttosto su un grosso lavoro di sensibilizzazione, coinvolgendo anche le associazioni animaliste, per ricordare ai cittadini quanto sia importante la tutela degli animali che vivono in famiglia senza sminuire per questo lo spirito della festa».  In realtà, la revisione del regolamento sugli animali così come licenziata dalla giunta (alla cui stesura ha partecipato anche Claudia Cenni, la figlia del sindaco che formalmente non lavora in Comune), meritevole di avere un occhio di riguardo per la pet -therapy nelle case di cura e hospice, s'ispirava al regolamento del Comune di Torino, il primo in Italia a raccogliere l'sos animali vietando i botti in virtù di un articolo contenuto nello stesso regolamento. Nell'ispirarsi a Torino, il Comune di Prato ha omesso però quel passaggio sul divieto. «Perchè poco applicabile», precisa Mondanelli. Semaforo verde per i botti anche negli altri comuni della provincia anche se il sindaco di Vernio, Paolo Cecconi, ammette di volerci riflettere per il prossimo anno. «I provvedimenti adottati altrove sono stati troppo frettolosi, anche perchè si tratta di una misura non di facile controllo e applicazione».

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