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Lineapiù, 40 licenziamenti. Mobilitati i sindacati
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PRATO. Sono 33 le lettere di licenziamento per i dipendenti della Lineapiù, l'azienda tessile di Capalle (Campi Bisenzio) in amministrazione straordinaria da circa un anno e mezzo, che i sindacati hanno intenzione di impugnare. «Gli amministratori straordinari non stanno comportandosi come dovrebbero - ha denunciato Massimiliano Brezzo, segretario provinciale pratese della Filctem Cgil (nella foto) - e noi impugneremo questi licenziamenti: riteniamo che ci siano tutte le condizioni per poter avere la cassa integrazione in deroga, pensiamo che sia la Provincia di Prato, sia quella di Firenze che la Regione Toscana siano disponibili ad aiutarci in questo». «Non troveremo nessuno ostacolo - ha aggiunto Brezzo - basterebbe solo che la procedura si avviasse verso la concessione della cassa integrazione in deroga a questi lavoratori». La battaglia va avanti dall'estate del 2010, quando i due rami dell'azienda (Tatti e Lineapiù) sono stati ceduti alla nuova società'Lineapiu' Italia Spà. La vendita prevedeva il passaggio di circa 90 lavoratori dalla vecchia alla nuova azienda, mentre per i restanti 40 l'accordo vagliava la possibilità di rimanere in mobilità, dopo la cassa integrazione, per poi eventualmente rientrare nel caso di ripresa dell'azienda. «Non sono mai stati firmati accordi di mobilità» continua. Il 9 gennaio è in programma un incontro in Provincia per i lavoratori della Tatti. «Probabilmente - conclude Brezzo - questa riunione avrà lo stesso risultato di quella che si è tenuta a Roma per i lavoratori della Lineapiù, per cui i licenziamenti saliranno a 40».
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