Il Tirreno

Prato

Il lieto fine sembrava a un passo invece sul deposito degli autobus ci sono ancora perplessità

Cap, l'accordo piace solo a metà

Cap, l'accordo piace solo a metà

Il comitato delle Badie mette i puntini sulle "i". Peris fa le barricate

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 PRATO. Da via Livi a via del Porcile, passando per via del Lazzeretto. Sembrava che il lieto fine per la lunga telenovela del deposito di autobus dovesse arrivare. E sembrava anche che il comitato "Le Badie" dovesse cantare vittoria per l'accordo siglato tra Comune e Cap che prevede la nuova localizzazione dell'opera alle spalle della Declassata, con buona pace dei residenti delle Badie.  Un impegno reciproco tale da far chiudere un occhio sui lavori appena iniziati dell'officina-parcheggio sul terreno di via del Lazzeretto (da dove poi Cap dovrebbe andarsene una volta consegnato il deposito in via del Porcile, presumibilmente per giugno 2014?) No davvero, secondo la presidente della Circoscrizione Sud Luisa Peris che sente puzza di bruciato in quella che viene definita «un'operazione di speculazione immobiliare che causerà solo uno scempio ambientale».  Non è la prima volta che la presidente del quartiere più popoloso di Prato alza le barricate per impedire la costruzione del deposito alle Badie.  «L'avevo già osteggiato ai tempi della giunta Romagnoli per l'impatto negativo su viabilità e ambiente. E con questa soluzione intermedia si va di male in peggio perché per due anni si avvelenano i residenti in una situazione già fortemente congestionata dal traffico. Che succederà quando nascerà il centro commerciale di Pratilia e via del Lazzeretto diventerà un asse nevralgico per la circolazione limitrofa? Non ho mai visto un'officina senza autobus intorno. Senza contare che non verrà più costruita la bretella via Edison- via delle Fonti, conditio sine qua non perché venisse realizzato il deposito alle Badie. Il traffico intorno all'officina intaserà queste strade. E qui abbiamo una scuola e una residenza sanitaria assistita».  Lo scetticismo di Peris riguarda anche la partita Cap-Comune.  «Il trasferimento in via del Porcile dipende da una variante urbanistica che ancora non c'è. Non è chiaro il senso dell'operazione se il Comune cederà a Cap dei terreni pubblici propri destinati inizialmente al deposito della tramvia e acquistati all'epoca della giunta Romagnoli. Capisco che Cap per motivazioni proprie debba lasciare il deposito di via Livi, ma il Comune poteva bloccare i lavori dell'officina impugnando il rischio ambientale tenendo conto degli scenari futuri di Pratilia».  Dal canto suo, il comitato "Le Badie" rinnova la sua soddisfazione a metà dopo l'accordo siglato.  «Non è vero che la soluzione ci accontenta in toto come è stato riportato dopo la sigla dell'accordo. Fermo restando che su quei terreni insisteva una concessione edilizia rilasciata a Cap, vigileremo che tutti i tempi vengano rispettati», fanno sapere Pietro Calzolai e Salvatore Carroni a nome del comitato.

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