Il dolore
"Tutti pazzi" per la pista obliqua
Ipotesi a confronto, tra un mese e mezzo il "verdetto" di Enac e Enav
2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Ancora un mese e mezzo e si conoscerà l'esito dello studio di Enav, l'Ente nazionale per l'assistenza di volo ed Enac, Ente nazionale aviazione civile, sull'impatto, sui costi e sull'utilizzo delle tre ipotesi di nuova pista per Peretola. Sarà quello il momento di svolta nella grande battaglia per lo sviluppo dell'aeroporto fiorentino nel quale sono impegnati, su fronti opposti, grandi lobbies, istituzioni, comitati e fruitori. Poi la parola andrà alla Regione che dovrà recepire nel Pit, il piano territoriale integrato, la variante per realizzare la pista prescelta. Parallela, obliqua, convergente. Su questo tris si gioca il futuro di Peretola che attualmente ha una pista lunga un po' meno di 2 chilometri (1960 metri) con un flusso di passeggeri di circa un milione 600 l'anno. Troppo pochi è convinzione del sindaco di Firenze Matteo Renzi tra gli strenui sostenitori, con la società aeroporti fiorentini, le Camere di Commercio di Firenze e Prato, oltre a una serie di gruppi di potere che ben rappresentano la "fiorentinità", del tracciato parallelo all'autostrada Firenze-mare. Che nel progetto dovrebbe essere lungo circa 2mila 600 metri ma con la possibilità di arrivare anche oltre i tre chilometri. Con questo tipo di pista a Peretola potrebbero sbarcare tra i 4 e i 5 milioni di passeggeri l'anno in uno scalo che consentirebbe voli diretti in tutti gli hub europei, oltre a collegamenti diretti con i paesi dell'Est e con il nord Africa. Insomma un city aeroport che entrerebbe in sinergia con il Vespucci per i voli intercontinentali e un traffico di passeggeri fino a 7-8milioni l'anno. Cosa non convince di questa ipotesi? I costi, tanto per iniziare. Per la pista, solo quella, occorrerà un investimento di 200 milioni di euro per spostare tutta la rete dei canali del Fosso Reale e il cavalcavia dell'autostrada. L'impatto sull'hinterland e fino a Prato, in termini di inquinamento, è l'altra delle questioni aperte. L'ipotesi di pista obliqua - quella convergente non pare avere preso piede - che convince di più i sindaci del territorio e buona parte delle categorie economiche, avrebbe tutte le caretteristiche tecniche di quella parallela e molte criticità in meno: meno costi, minor impatto sui territori perché punterebbe sui campi in direzione della discarica di Case Passerini. Punto di debolezza? Per realizzarla occorrerà chiudere Peretola per qualche tempo perché la nuova pista impatterebbe con quella vecchia nella parte terminale. C.O.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
