Sicurezza
Il delicato caso di un mendicante che rifiuta il Trattamento sanitario obbligatorio
Malato di Tbc, ma in ospedale non ci vuole stare
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Ieri è intervenuta lambulanza 2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Teoricamente dovrebbe stare nel reparto di Malattie infettive per farsi curare la tubercolosi, ma in realtà all'ospedale ci passa solo qualche giorno e poi se ne torna per strada a chiedere l'elemosina, fino a quando non lo riportano nel reparto e si ricomincia da capo. E' il delicato caso di un mendicante che da qualche tempo preoccupa le autorità ospedaliere e le forze dell'ordine. Un caso di difficile soluzione. L'uomo è uno dei tanti senza fissa dimora che sbarca il lunario chiedendo qualche spicciolo dove capita, spesso ai semafori. Quello che molti non sanno è che da mesi è affetto da una forma di tubercolosi che ne consiglierebbe il ricovero, per evitare il contagio. Tra il dire e il fare, però, c'è di mezzo la realtà di un soggetto che ha un sacco di problemi e, come conferma il direttore dell'ospedale, Joseph Polimeni, «è molto difficile da trattare». Del suo caso è stato interessato anche l'assessore Dante Mondanelli, che ha firmato un Trattamento sanitario obbligatorio, cioè un provvedimento che obbliga il soggetto, per un breve periodo (rinnovabile), a farsi curare nelle strutture più appropriate. Il mendicante è stato più volte ricoverato nel reparto di Malattie infettive, dove lo conoscono molto bene, ma passati pochi giorni si è regolarmente allontanato ed è tornato in strada. Più volte la polizia è dovuta intervenire, insieme all'ambulanza, per allontanarlo dai semafori e dall'ingresso dei supermercati. E' accaduto anche ieri pomeriggio, con tutte le cautele del caso (guanti e mascherine protettive), ma il problema è ben lontano dall'essere risolto. Da una parte va salvaguardata la salute pubblica, dall'altra i diritti del malato. Senza contare che l'ospedale non è un carcere. P.N.
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