Il Tirreno

Prato

Scoppia la protesta dei pendolari

Barbara Burzi
La protesta dei pendolari (al centro Giusi Iriti) della stazione Borgonuovo
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La protesta dei pendolari (al centro Giusi Iriti) della stazione Borgonuovo

Treni in ritardo o cancellati, andare a lavorare diventa un calvario

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 PRATO. Treni insufficienti, in ritardo e orari posticipati. Ecco cosa c'è all'origine della rabbia esplosa tra i pendolari della tratta Prato-Firenze (direzione campo di Marte) delle ex 8,07, ora 8,12, in partenza dalla stazione di Borgonuovo: per la gran parte studenti e lavoratori che hanno orari d'ingresso piuttosto rigidi da rispettare. La protesta è montata su iniziativa di un gruppo di cittadini dopo le modifiche agli orari di alcuni treni introdotte il 12 dicembre scorso, in concomitanza con l'avvio del servizio Regiostar per gli spostamenti veloci. Un cambiamento che se da una parte ha portato alcuni vantaggi, dall'altra ha causato disagi e problemi a molti. Per questo, ieri, alcuni viaggiatori della linea si sono mobilitati con una raccolta firme per chiedere all'assessore regionale a Viabilità e Trasporti, Luca Ceccobao, di ripristinare l'orario mattutino precedente del treno in partenza da Prato Borgonuovo e diretto a Firenze Campo di Marte e potenziare il servizio.  Giusi Iriti, una pendolare, racconta: «Il treno che prendevo prima è stato posticipato, in più sosta dieci minuti alla stazione di Castello arrivando a Rifredi, quando non è in ritardo, alle 8,48 circa. Spesso nemmeno in tempo per la coincidenza con l'autobus che mi porta fino a Careggi dove lavoro, ma chi come me deve timbrare il cartellino entro le 9, non ce la fa. Dal 12 dicembre ho accumulato ben 4 ore di ritardo, che adesso dovrò recuperare». E c'è da arrabbiarsi seriamente quando si hanno impegni precisi da rispettare. «Oltretutto - fa notare Giuseppe Gheri, commesso - la corsa subisce spesso dei ritardi che per me, avendo un'attività aperta al pubblico, sono inammissibili: sabato erano le 10 passate quando ho tirato su il bandone del negozio». «Lunedì scorso il treno è stato addirittura soppresso - rincara la dose Concetta Tricarico, impiegata alla segreteria dell'Università - peccato però che nessuno ce l'avesse detto, avremmo evitato di stare oltre mezz'ora sui binari al freddo per aspettare quello successivo». Insomma, la preoccupazione sta crescendo tra chi, ogni mattina, prende quel treno per recarsi a lavoro. «Ci sarebbe la corsa delle 7,32 - prosegue Giusi - ma come ho scritto in una mail di protesta all'assessore Caverni, non ritengo giusto non avere la possibilità di scegliere un orario che ci permetta di svegliarsi un po' più tardi, accompagnare i figli a scuola e che non ci stravolga la vita». «Per pochi minuti, dover perdere un'ora del nostro tempo è una cosa davvero sgradevole», aggiunge Concetta.  Il problema di fondo riguarda la carente offerta di treni alla stazione ferroviaria di Borgonuovo, rispetto alla Centrale o al Serraglio. Eppure, questa stazione alla periferia della città è stata inaugurata solo di recente con la prospettiva di giocare un ruolo importante nei servizi di trasporto pubblico per l'area sud ovest della città e parte del comune di Montemurlo. «Perché non si potenzia il servizio?», chiedono alcuni studenti in difficoltà ad arrivare in tempo a lezione. L'amministrazione comunale, tramite l'assessorato alla mobilità, lo ha messo nero su bianco: «La programmazione e il finanziamento dei servizi ferroviari svolti da Trenitalia, sono di competenza della Regione Toscana». Nel frattempo a pagarne le spese sono i cittadini, che temono di dover essere costretti cambiare stazione allungando ulteriormente i tempi di percorrenza con l'aumento dei costi che ne conseguirebbe. «Chiediamo solo qualche treno in più - aggiunge Giusi - dopotutto questa stazione serve tutti i pendolari di San Paolo, Galceti, Chiesanuova, Narnali e ce n'è sicuramente più bisogno qui che al Serraglio. Alla fine saremo tutti costretti a venire in centro, aggiungendo al costo dell'abbonamento al treno (circa 617 euro l'anno) anche quello per il parcheggio o la Lam». «Anch'io da gennaio mi sposterò alla centrale - fa sapere Concetta - per arrivare in tempo mi toccherà prendere la Lam delle 6,50 spendendo 28 euro in più al mese; l'alternativa è prendere il treno delle 7,24 da Borgonuovo che però arriva a Firenze alle 8,10 con cinquanta minuti di anticipo rispetto al mio abituale orario d'entrata». «Per noi Borgonuovo sarebbe più comoda - spiega Erica Puccio, che lavora in un laboratorio odontotecnico a Rifredi - ma con la corsa delle 8,12 arrivo spesso in ritardo, perciò temo che sarò costretta ad andare al Serraglio dove ci sono più coincidenze, anche se questo mi comporterà qualche disagio in più, come per esempio dovermi svegliare prima». Senza contare che «la settimana scorsa i nuovi orari non erano ancora stati esposti alla Centrale - sottolinea Sabato Nese - l'ho fatto notare, ma non va bene, così come il fatto che l'amministrazione abbia realizzato una stazione come questa, dotata di un ampio parcheggio scambiatore, senza prevedere nemmeno un bagno pubblico».

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