Il dolore
Pirata della strada incastrato da telecamere e testimone
Paolo Nencioni
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Svolta nelle indagini sull'incidente che la notte del 6 luglio ha rischiato di costare la vita a un ragazzo di 19 anni, Edoardo Mattei, figlio dell'avvocato Giandomenico, travolto da un'auto pirata alla rotonda tra via Machiavelli e via Matteotti. Le ostinate indagini di polizia municipale e carabinieri hanno consentito di individuare il presunto responsabile, un giovane marocchino clandestino, ora in carcere per altri motivi, che è stato denunciato per omissione di soccorso e ricettazione. C'era lui, secondo gli inquirenti, e non il proprietario rumeno, al volante dell'Audi A6 che quella notte travolse lo scooter di Edoardo Mattei lasciando il ragazzo privo di sensi sull'asfalto (è rimasto due settimane in coma prima di riprendersi). Un vero colpo di scena, dunque, perché la versione fornita dal rumeno, un muratore di 29 anni, aveva lasciato più di un dubbio. L'uomo disse che l'auto gli era stata rubata la notte dell'incidente, ma che non se n'era accorto fino all'ora di pranzo perché era andato al lavoro con un altro mezzo. Sembrava la classica toppa per eludere le proprie responsabilità. Invece il racconto inverosimile si è rivelato vero. Il giorno prima dell'incidente ci fu un furto nel ristorante cinese sotto alla casa del rumeno, in via Cavour, e i ladri gli presero le chiavi della macchina. La notte successiva, secondo la ricostruzione degli inquirenti, il ladro marocchino tornò a rubare l'Audi A6 e con quella travolse Edoardo Mattei senza prestare soccorso. Sembrava un caso insolubile, ma qualche tempo fa i carabinieri hanno raccolto la testimonianza di un uomo che aveva avuto delle noie dal marocchino. Il marocchino si era confidato con lui, dicendo di essere il responsabile dell'incidente del 6 luglio. Da questo particolare sono ripartite le indagini. Le immagini riprese dalla telecamera del ristorante derubato sono state incrociate con quelle di un furto sull'auto di un assessore, nei pressi del Comune. In entrambe le scene si vede il marocchino e ci sono elementi per metterlo in relazione col testimone che si era rivolto ai carabinieri. Altre immagini sono state riprese da Facebook, dove il presunto conducente pirata si è fatto fotografare con la stessa maglia con la quale è andato a rubar. Gli accertamenti sui tabulati del suo telefono cellulare hanno fatto il resto: risulta che all'ora dell'incidente il telefono ha agganciato la cella più vicina alla rotonda tra via Matteotti e via Machiavelli. Non restava che notificare la denuncia, notifica che è stata fatta alla Dogaia, visto che nel frattempo il marocchino è stato arrestato per altri reati.
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