Il Tirreno

Prato

Bugetti: «Separare le sorti dell’uomo da quelle di Prato». Lulli e Giacomelli: «Togliere la città dall’imbarazzo»

«Cenni faccia un passo indietro»

La segretaria Pd Ilaria Bugetti
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La segretaria Pd Ilaria Bugetti

Lo chiede il Pd mentre il gruppo consiliare prepara la mozione di sfiducia

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PRATO. Un passo indietro: «Per scindere le sorti della città da quelle personali». Lo chiede il Pd al sindaco Roberto Cenni, all'indomani dell'avviso di garanzia per bancarotta fraudolenta. Un Pd, per una volta unanime, che ha deciso la liena in una segreteria convocata d'urgenza giovedì sera. «Noi - spiega la segretaria Ilaria Bugetti con a fianco i parlamentari Antonello Giacomelli e Andrea Lulli - non vogliamo fare sciacallaggio, ma il senso di responsabilità ci impone di pretendere che Prato non sia guidata da una persona che ha altro a cui pensare». La presa di posizione del partito avrà riflessi, più o meno immediati, anche sul gruppo Pd in consiglio comunale. «Chiederemo ai nostri consiglieri - continua Bugetti - di attivarsi in tutte le forme possibili». In altre parole, nelle prossime sedute dell'aula, il gruppo Pd potrebbe presentare una mozione di sfiducia verso il sindaco che avrebbe un impatto politico certamente notevole ma un risultato pratico probabilmente scarso. I numeri, infatti, restano a favore della maggioranza di centro destra: anche nel caso Futuro e libertà appoggiasse nell'iniziativa Pd e Idv (che ha già chiesto le dimissioni di Cenni), il rapporto resterebbe a 18 contro 22.  Per Lulli: «Cenni si deve rendere conto dell'imbarazzo della città, che c'è ed è evidente. Perché mai un sindaco a Prato era stato coinvolto in una vicenda giudiziaria così importante e dai risvolti ancora tutti da decifrare». Un esempio per tutti: «L'ambasciatore cinese - ha continuato Lulli - ha risposto affermativamente alla richiesta di incontro avanzata anche dal Comune di Prato ma in questa situazione con chi dovrebbe rapportarsi?» «Anche perché dovrebbe essere proprio il sindaco Cenni - ha proseguito Giacomelli - ha chiedere all'ambasciatore di aiutare le istituzioni pratesi ad aumentare il livello di legalità diffusa in città». Imbarazzo.  Da qui a qualche settimana inoltre, il Partito democratico avvierà una campagna di confronto con tutti gli attori economici della città: «Dagli industriali, agli artigiani ai commercianti - ha spiegato Bugetti - per capire assieme cosa pensino della situazione che si è venuta a creare in Comune, ma soprattutto per parlare delle necessità della città e per trovare formule comuni per risolvere i problemi». «Sarei curiosa - ha aggiunto Bugetti polemica - di capire cosa ne pensa la Camera di commercio dell'avviso di garanzia al sindaco. Da Carlo Longo, nominato da Cenni presidente di Gida, non abbiamo sentito una parola».  Un passaggio Lulli e Giacomelli l'hanno dedicato alla manovra Monti. «Il Pd - hanno precisato - non è andato a cuor leggero né al voto sul governo né a quello sulle misure che sono state discusse approfonditamente sia a Roma sia sui territori». La questione è che il Pd «non avrebbe confezionato una manovra con le misure contenute in quella del governo Monti. Ma ci siamo mossi per temperarla - hanno proseguito - con emendamenti che si sono poi tradotti in modifiche profonde, approvate dal parlamento. Non è vero, quindi - hanno concluso - che la politica in questa fase è andata in panchina».  Di misure economiche, di sacrifici, ma anche di temi cittadini, dalla legalità al lavoro, fino all'immigrazione e all'Urbanistica, si parlerà nei formum organizzati dal Pd che partiranno da gennaio.

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