Il Tirreno

Prato

Gestri disposto a migliorare il dialogo con la giunta Cenni

«Troppe contrapposizioni inutili E' l'ora di darci una calmata misurando anche le parole in rete»

«Troppe contrapposizioni inutili E' l'ora di darci una calmata misurando anche le parole in rete»

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 PRATO. Sarà che è Natale, sarà che la difficile fase che l'Italia sta vivendo induce a mettere da parte inutili contrapposizioni, fatto sta che mercoledì sera in Prefettura il presidente provinciale Lamberto Gestri e il sindaco Roberto Cenni sono apparsi molto disponibili a sotterrare l'ascia di guerra e a cercare, per il futuro, di dialogare di più. Con l'obiettivo, sottinteso, di trovare più sintonie che disaccordi.  Il presidente Lamberto Gestri, ieri mattina, si è soffermato a più riprese sulla necessità di una maggiore collaborazione fra le due istituzioni. «Sull'economia non ci sono divergenze» ha assicurato, «su altre questioni, è vero, siamo abbastanza diversi. Ciò che ci deve premere è però evitare di alimentare quelle dichiarazioni oscene che purtroppo popolano Facebook. Affermazioni che possano avere ripercussioni negative sul comportamento di persone squilibrate. Dobbiamo darci una calmata e misurare di più le parole. Parlo naturalmente per primo a chi fa parte della coalizione che mi appoggia e poi agli altri».  Ma come provare a mettere fine alle competizione di parte per far vedere, fra centrodestra (in municipio) e centrosinistra (in palazzo Banci Buonamici), chi riesce prima e meglio a dare risposte alle varie istanze dei cittadini pratesi? «Dovremo cominciare a valorizzare quello che abbiamo - risponde il presidente Gestri - a partire dal tavolo di distretto». Il punto di partenza non tanto sottinteso, è che la giunta Cenni d'ora in avanti non potrà più far valere quel canale preferenziale col governo romano che, a più riprese, è stato chiamato in causa sia per gli interventi relativi al Patto per la sicurezza che per gli ammortizzatori sociali. Berlusconi, Matteoli e gli altri, insomma, non ci sono più. Ora se Prato vuole essere davvero ascoltata dovrà parlare con una voce sola.  Gestri riconosce che, troppo spesso, Comune e Provincia, sono apparsi distante anni luce l'una dall'altra anziché poche decine di metri. Ognuno fa una rete wi-fi per conto proprio, ognuno tira, come se fosse un elastico, il Capodanno cinese (fino a piazza S. Domenico, no fino a piazza del Comune). Se il futuro sarà diverso non resta che aspettare per accorgersene. Basta lasciare passare Natale. G.C.

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