Finanza
Maxi-evasione cinese su eBay
P.N.
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La commerciante vendeva su eBay senza pagare le tasse Commerciante vende telefoni e computer e sottrae al fisco 2,5 milioni
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PRATO. Tre anni fa fu denunciata per aver venduto migliaia di film scaricati abusivamente, ora è stata pizzicata a vendere on line telefoni cellulari, accessori e computer. Nel frattempo si è "dimenticata" di presentare la dichiarazione dei redditi e gli contestano un'evasione di un milione. Ha perso il pelo ma non il vizio l'imprenditrice cinese denunciata dalla Compagnia della guardia di finanza con l'accusa omessa dichiarazione dei redditi. La donna, di cui non è stato reso noto il nome, è titolare di un negozio di informatica in via Pistoiese. Un anno fa, dando un'occhiata alle banche dati, i finanzieri hanno accertato che la commerciante non aveva presentato per un anno la dichiarazione dei redditi e hanno deciso di fare ulteriori accertamenti, scoprendo che la donna aveva avviato una florida attività di commercio di prodotti informatici su eBay, il sito di aste on line. Per non destare sospetti, aveva aperto un "account" tedesco, ma il magazzino della merce corrispondeva a un negozio di Prato, il suo. I finanzieri agli ordini del maggiore Edoardo Marzocchi si sono dunque rivolti a eBay Europe e si sono fatti dare l'elenco delle transazioni eseguite negli ultimi cinque anni dall'account tedesco di riferimento. Si è così scoperto un volume di vendite, tutte a nero, che sfiorava il milione di euro. Il passo successivo è stato l'esame della contabilità e la ricostruzione dell'imponibile sottratto a tassazione, connesso anche all'omessa dichiarazione dei redditi. Il conto finale è molto alto: due milioni e mezzo di euro di base imponibile, tra imposte dirette e indirette, sottratti al fisco. A occhio, si tratta di un milioncino di tasse non pagate. Per questo la commerciante è stata denunciata per omessa dichiarazione dei redditi e ora se la vedrà con l'agenzia delle entrate. Tre anni fa, come detto, la stessa commerciante fu coinvolta insieme a una decina di suoi connazionali in un commercio illecito di film pirata che venivano scaricati su server in Cina e rivenduti a centinaia di clienti a Prato, per un totale di un paio di milioni di files che anche in quel caso sfuggivano a tassazione, per non parlare dei diritti d'autore.
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