Il Tirreno

Prato

La Brads company spettacoli e formazione

Miriam Monteleone
A sinistra Monica Bucciantini con Cristina Pezzoli a destra l’attrice
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A sinistra Monica Bucciantini con Cristina Pezzoli a destra l’attrice

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 PRATO. In via di Vergaio dove un tempo c'era un'azienda tessile, da sei anni "risiede" il Kolam Theatre, gestito dalla Brads company e dall'attrice e regista pratese Monica Bucciantini. Un piccolo teatro accogliente senza troppe pretese, ma dotato di palcoscenico, platea e foyer, attualmente utilizzato come uno spazio d'arte a 360 gradi. La Brads company nasce a Prato nel 1996, da sei anni il gruppo ha residenza a Vergaio. Dietro agli spettacoli e alla formazione promossa dalla compagnia sul territorio, c'è la mente di Monica Bucciantini, attrice e regista, formatasi alla scuola del Piccolo di Milano.  Monica da anni porta "avanti la baracca", coordina il lavoro degli attori e i progetti. Si definisce "un capocomico", un'attrice che dirige altri attori, un'allieva tra allievi. Il suo teatro non riceve fondi pubblici, le spese sono interamente coperte dalla compagnia, grazie agli introiti delle attività e degli spettacoli, senza sciali né guadagni. Il gruppo in questi anni ha preso parte a numerosi festival italiani ed esteri, alcune produzioni della Brads company sono andate in scena al Metastasio, al Fabbricone e al Magnolfi.  «Fino allo scorso anno al Kolam ospitavamo una stagione- spiega Monica Bucciantini- ma era dispendioso. Quest'anno abbiamo deciso di aprire il nostro spazio a una serie di altre attività. Facciamo dei progetti, non solo dei laboratori, ogni sera c'è qualcosa».  «Nella mia carriera ho collaborato anche con i grandi teatri- spiega Monica Bucciantini- ma questo è davvero un momento difficile per chi fa il nostro mestiere. C'è molta solitudine, poca curiosità, gli attori e i registi dovrebbero tornare a fare squadra. Sarà questa lotta tra poveri che contraddistingue il settore, ma è davvero faticoso andare avanti. A volte penso di andare all'estero e prima o poi lo farò davvero. Nel 2009 abbiamo portato il nome di Prato in Marocco con lo spettacolo "Confini". Mi piacerebbe tornarci».  «Contro ogni logica di autoreferenziale - continua Bucciantini - abbiamo sempre aperto il nostro spazio a tutti. Attori in erba, curiosi, compagnie che intendono affittare lo spazio per le prove, cittadini comuni desiderosi di confrontarsi con gli altri. In passato ho cercato anche di creare occasioni di dibattito, invitando in teatro politici, filosofi e docenti, ma la partecipazione agli incontri è sempre stata bassa. Amo il mio lavoro e vado avanti, anche se è dura continuare a farlo con entusiasmo. In questo momento con la compagnia siamo impegnati con uno studio su "Il vagabondo delle stelle" di Jack London».

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