Il Tirreno

Prato

Tensione durante l’incidente probatorio: emerge l’ipotesi di un rogo ordinato anche per riscuotere i soldi dell’assicurazione

Incendio del Meccanò, cambia lo scenario

Il Meccanò prima dell’incendio del 2008
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Il Meccanò prima dell’incendio del 2008

L'esecutore punta il dito su Cavataio, arresti domiciliari per il pratese Tempestini

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 PRATO. E' cambiato lo scenario dell'inchiesta sull'incendio doloso che il 15 aprile 2008 distrusse la discoteca fiorentina Meccanò alle Cascine. Il giudice per le indagini preliminari David Monti ha concesso ieri gli arresti domiciliari all'imprenditore Michele Tempestini, 39 anni, in carcere dallo scorso 12 ottobre, accusato di essere uno dei mandanti dell'incendio, e al nomade poggese Luigi Amico, esecutore e reo confesso.  Nel corso di un incidente probatorio molto agitato, presenti il pubblico ministero Pietro Suchan, Amico ha ribadito di non conoscere Tempestini e di aver avuto rapporti solo con Stefano Cavataio, 52 anni, presunto capo di una famiglia palermitana in odor di mafia trapiantata da anni a Campi Bisenzio, accusato di essere il secondo mandante. Ma Amico, difeso da Federico Febbo e Costanza Malerba, ha aggiunto dell'altro. Secondo la sua versione, Cavataio gli avrebbe dato 5.000 euro per incendiare la discoteca e gli altri 5.000 li avrebbe dovuti riscuotere dall'allora proprietario del locale distrutto dal fuoco, nel frattempo deceduto. Quella che sembrava una ritorsione dei proprietari di nome e di fatto della discoteca concorrente Central Park (Tempestini e Cavataio), potrebbe dunque diventare uno dei soliti incendi per riscuotere il premio dell'assicurazione. Non a caso all'incidente probatorio era rappresentata anche la Fondiaria-Sai, che pagò 200.000 euro di danni. Sembra che il Meccanò all'epoca fosse gravato da molti debiti e forse, se la ricostruzione del testimone verrà confermata nel processo, l'incendio sarebbe stato un affare per tutti: un concorrente in meno per il Central Park e i soldi dell'assicurazione per il proprietario del Meccanò.  Alla ricostruzione si è decisamente opposto Luca Cianferoni, difensore di Cavataio, ma il gip ha evidentemente ritenuto credibile Amico e gli ha concesso gli arresti domiciliari, insieme a Tempestini, che è difeso da Massimo Taiti.  Ovviamente ancora nulla è deciso, servirà il processo per stabilire le eventuali responsabilità, ma intanto il pratese Tempestini potrà passare il Natale in famiglia. P.N.

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