Attenzione
«Dalla crisi si esce tutti insieme»
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La giunta provinciale a destra il presidente Gestri Il presidente Gestri chiede un patto concreto per dare risposte ai pratesi
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PRATO. In attesa di capire quale sarà il suo destino, sotto gli effetti del decreto "Salva Italia", la Provincia di Prato continua a lottare per cercare di dare un futuro, il migliore possibile, ai pratesi e al territorio pratese. Con le risorse, poche certamente, che saranno messe a disposizione già a partire dal 2012, ma con la garanzia che gli amministratori provinciali assicureranno il massimo impegno. Parole del presidente Lamberto Gestri, pronunciate ieri nel palazzo Banci Buonamici durante il consueto scambio di auguri di fine anno con la stampa locale. «Non ci sentiamo delegittimati» ha ribadito il presidente Gestri, «e continuiamo a lavorare. Ora stiamo predisponendo il bilancio 2012. Quel che è certo è che dalla crisi si esce tutti insieme. Nel 2012 è necessario un patto concreto su cosa ci interessa veramente per il futuro dei pratesi». E' un richiamo forte quello che vuol lanciare il presidente della Provincia, Lamberto Gestri. Le notizie degli ultimi giorni sono pesanti: il pesante saldo negativo fra assunzioni e cessazioni nel terzo trimestre 2011, il Rapporto Povertà della Caritas che parla di alto rischio per la tenuta delle famiglie pratesi. «Senza coesione non superiamo la crisi», afferma convinto Gestri con una premessa «la Provincia c'è e finché c'è governa nell'interesse dei cittadini. Nel 2012 vorrei contribuire a scrivere un patto tra amministrazioni locali - Provincia e tutti i Comuni, a partire da quello di Prato - e forze economiche e sociali sulle priorità, su cosa ci interessa veramente per il futuro dei pratesi: lavoro, progetti di sviluppo, giovani. Diciamo una volta per tutte su cosa puntiamo», afferma il presidente che ai primi di gennaio organizzerà un incontro con i sindaci. Secondo Gestri «è necessario lavorare su ciò che unisce piuttosto che su quello che divide». L'obiettivo è tenere aperta la partita con il Governo su diversi campi di gioco: stato di crisi, politiche per l'integrazione con l'invito al ministro dell'Integrazione Andrea Riccardi (che si è mostrato molto interessato) a venire a Prato, rinnovo del Patto per Prato sicura con il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri. «Ma c'è anche da rafforzare il nostro peso nella partita con la Regione: dal Progetto Prato e quello che ci sta dentro al Centro di ricerca italo cinese, tenendo la barra ferma sugli obiettivi più vantaggiosi per le nostre imprese». In più Gestri aggiunge la "necessità di svolgere un ruolo da protagonisti nel Governo metropolitano con un patto per lo sviluppo tra le tre Province che guardi lontano: dall'urbanistica alla rete infrastrutturale. Dei 25 milioni di euro arrivati dal Governo e destinati alle politiche di salvaguardia del lavoro oltre 19 milioni sono già stati impegnati con le quattro linee attivate, che hanno coinvolto oltre 3.200 lavoratori, e le politiche attive. Restano circa 3,8 milioni ancora disponibili per fronteggiare la situazione del distretto, che oggi lancia nuovi segnali di preoccupazione. Comunità cinese. Il presidente Gestri e il sindaco d Prato Cenni hanno scritto insieme una lettera all'ambasciatore cinese in Italia per invitarlo a Prato ad aprire un tavolo serio sulla questione. La risposta è già arrivata, l'ambasciatore verrà presto. Cineporto. Siamo alle battute finali per l'individuazione dell'immobile che ospiterà il cineporto. La realizzazione di questo progetto si basa su un accordo modello per lo sviluppo, dove l'ente pubblico (Provincia e Fondazione Sistema Toscana) progetta in collaborazione con le forze economiche (Camera di Commercio). Bilancio. Il 2011 vedrà la Provincia investire 16 milioni con una spesa in ricaduta sul territorio che supera i 36 milioni di euro, a fronte di tributi al minimo di legge e un costo del personale che raggiunge appena il 15%. Le spese della politica si fermano al 2% (3 euro all'anno a cittadino). A questo va aggiunta la razionalizzazione del patrimonio dell'ente, che ha visto azzerarsi gli affitti (a eccezione di palazzo Vestri) per un risparmio fra 2010 e 2011 di circa 500 mila euro.
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