Il Tirreno

Prato

Effetti pesanti della crisi soprattutto per chi ha un rapporto a tempo determinato

Sono i precari i primi a cadere

Sos lavoro
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Nel terzo trimestre dell'anno i contratti sono calati di 1.144 unità

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PRATO. Un'emorragia senza fine, quella dei posti di lavoro. A Prato, il saldo fra luglio e settembre 2011 è negativo con meno 1.144 contratti. La cosa peggiore è che ad aver perso il lavoro sono quasi tutte persone, provenienti dal tessile, che avevano un contratto a tempo determinato. Né cigs né mobilità.Si prospetta un futuro nero per chi ha perso il lavoro avendo in mano un contratto a tempo determinato. Per queste persone, concluso il rapporto di lavoro, nessun ancora di salvataggio sul fronte degli ammortizzatori sociali, in quanto quasta tipologia di lavoratori non ha diritto né a mobilità né a Cassa integrazione. Il saldo totale dei contratti a tempo cessati (tempo determinato, a progetto, lavoro interinale e altro) è -1.289.  Male gli uomini.E' un quadro preoccupante quello emerso dal report del mercato del lavoro sui flussi contrattuali, relativo al terzo trimestre 2011, curato dall'Osservatorio provinciale e dal servizio lavoro della provincia. «Sembra che sia scattata la trappola del precariato - commenta la vicepresidente della Provincia Ambra Giorgi - Alle prime avvisaglie della crisi tutti i lavoratori assunti con contratti deboli sono stati immediatamente scaricati, come zavorra da una nave in tempesta». L'immagine utilizzata da Giorgi per spiegare la situazione attuale rende bene l'idea dell'impatto che questo avrà a livello sociale, in quanto «con questi contratti - aggiunge - non si ha diritto agli ammortizzatori». Se i numeri indicano una brusca frenata del saldo assunzioni-cessazioni rispetto al trend 2011, le cose vanno particolarmente male per gli uomini con meno 1.092 contratti, mentre le donne si fermano a meno 52.  Tessile con segno meno.Quello che ha sempre rappresentato il core business del distretto perde complessivamente 718 posti, di cui solo 112 a tempo indeterminato. Seguono le costruzioni, a meno 313 di cui a tempo indeterminato 127, il commercio con meno 270 (solo 9 a tempo indeterminato), maglieria (-73), metalmeccanica (-31) e servizi alle imprese (-186). Gli unici settori che presentano un saldo positivo sono l'abbigliamento (con +317 contratti), i servizi alla persona (+188) e la pubblica amministrazione (+18).  Mobilità, cassa integrazione e liste di disoccupazione.Complessivamente, la popolazione pratese iscritta alla mobilità a fine settembre di quest'anno è di 3.768 persone, di cui 1.687 donne e 2.081 uomini. Rispetto al corrispondente trimestre del 2010, fra luglio e settembre le iscrizioni alle liste sono aumentate da 402 a 459. Il primo dato che viene evidenziato dai numeri è che il tessile non è più il settore di provenienza più presente: non lo è tra le aziende sopra i 15 dipendenti, dove rappresenta il 30% delle iscrizioni, superato dal terziario che contribuisce per il 43%; e nemmeno fra quelle sotto i 15 dipendenti. Due notizie: la buona è che fra quei lavoratori usciti dalle liste (541), ci sono state 58 assunzioni a tempo indeterminato e 172 trasformazioni verso contratti a tempo indeterminato; la cattiva è che dei 295 usciti per decorrenza dei termini, ben 119, cioè il 40%, non ha trovato occupazione. Quanto alle procedure di cassa integrazione straordinaria, sono state avviate da 2 aziende tessili e hanno riguardato 73 lavoratori contro le 4 dello stesso periodo del 2010, con 201 lavoratori. Gli iscritti alla disoccupazione nel periodo analizzato, invece, sono stati 1.907 per un totale di 28.110 lavoratori iscritti alle classi disoccupati/inoccupati del Centro per l'Impiego.

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