Sicurezza
LA PROTESTA
«Assurdo vietare i faretti all'esterno della vetrina»
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Il negozio di Alfredo Massai 2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. C'è illuminazione e illuminazione. Per alcuni è troppa, per altri può essere scarsa. C'è un divieto, stabilito a priori riguardante l'installazione di faretti esterni per i commercianti dentro le mura, previsto dal regolamento edilizio comunale (l'ultima modifica è dell'aprile 2009, prima dunque della giunta Romagnoli). E che fa arrabbiare tanto la categoria. Roba vecchia dunque (si tratta dell'allegato F che riguarda il "Piano del colore"), ma il disagio resta più che mai attuale per i commercianti freschi di apertura. Ed è Alfredo Massai, titolare del negozio "Acqua e limone" di via Pugliesi (è il vicepresidente dell'associazione Centro storico di Confcommercio Prato), che vorrebbe vedere la via su cui lavora dal 1988 più illuminata. «Una strada con maggiore luce è una strada più sicura. Vietare a chi apre un nuovo negozio di collocare un faretto per l'illuminazione esterna mi sembra eccessivo - lamenta Massai, uno dei pochi ad avere il faretto all'esterno della vetrina, avendolo installato prima del regolamento -: capisco la necessità del decoro, ma prima di alzare paletti a priori magari si potrebbe discutere della forma del faretto. Come associazione abbiamo scritto una lettera al presidente della Circoscrizione Massimo Taiti, chiedendo un incontro all'assessore competente Roberto Caverni». Versione confermata dallo stesso funzionario dell'Unione commercianti Daniele Spada, per il quale «è bene che ci sia una regolamentazione che uniformi i criteri per l'illuminazione e le insegne, senza però alzare divieti a priori». «Per questo - conclude Spada - abbiamo chiesto un colloquio con l'assessore Caverni». M.L.
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