Sicurezza
Vicenda derivati: il Tar dà ragione a Dexia Crediop
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Il palazzo comunale Sarà un giudice inglese a dirimere la controversia legata al prestito di 67 milioni di euro
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PRATO. Nel contenzioso che si è instaurato fra il Comune di Prato e l'istituto di credito Dexia Crediop, in merito al prestito in forma di derivato di 67 milioni e mezzo per estinguere vecchi mutui, c'è da registrare il pronunciamento del Tar della Toscana. Il Tar è stato chiamato a decidere dopoché il 31 dicembre 2010 il Comune di Prato aveva adottato un provvedimento di annullamento in autotutela degli atti preordinati al perfezionamento di operazioni in derivati con Dexia Crediop. L'istituto di credito aveva presentato un ricorso al Tar della Regione Toscana. «Il 12 dicembre scorso il Tar della Regione Toscana - afferma Dexia Crediop in un comunicato - ha stabilito, fra l'altro, che i provvedimenti adottati a suo tempo dal Comune di Prato, in quanto riguardanti un rapporto negoziale, non possono essere annullati unilateralmente dall'Amministrazione senza che ciò configuri una chiara violazione del principio di legalità». «Conseguentemente - prosegue Dexia Crediop -, secondo il Tar della Regione Toscana, sulla validità del vincolo negoziale dovrà pronunciarsi il giudice ordinario - nella fattispecie quello inglese - al quale, peraltro, Dexia Crediop si è già rivolta da oltre un anno al fine di ottenere il rispetto da parte del Comune di Prato dei propri obblighi contrattuali. Dalla sentenza risulta che il potere di autotutela non è stato legittimamente esercitato da parte del Comune e che, pertanto, i contratti restano pienamente validi ed efficaci, con l'obbligo - per ciascuna delle parti - di onorare gli impegni assunti». Facendo un passo indietro occorre ricordare che il Comune si era deciso nei mesi scorsi a mettere un argine all'emorragia di soldi pubblici provocati appunti dall'oneroso prestito acceso dalla giunta di centrosinistra. Infatti, per quei 67 milioni di euro, l'amministrazione comunale ogni anno si è trovata costretta a sborsare almeno un paio di milioni in più rispetto ai tassi del mercato. E dire che quel prestito, sotto forma di derivati o swap, sarebbe dovuto servire ad evitare esborsi elevati nel caso in cui gli interessi fossero cresciuti oltre misura. In realtà sotto gli effetti della crisi finanziaria mondiale i tassi sono scesi moltissimo anche sotto il limite, al ribasso, fissato da Dexia Crediop. Comportando così per le casse comunali una pesante ricaduta negativa. Da qui l'esercizio dell'autotutela.
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