Il Tirreno

Prato

Piano strutturale, così non va

Maria Lardara
L’incontro organizzato dal Pd in Provincia
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L’incontro organizzato dal Pd in Provincia

Il Pd si confronta con gli imprenditori pratesi

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 PRATO. Tutti ne parlano, fuori e dentro i palazzi della politica, ma quanti in città hanno un'idea della Prato del futuro, quella che sarà consegnata alle nuove generazioni? Alzi la mano, ad esempio, chi sa che nell'area di Capezzana è prevista dal piano strutturale, oltre alla realizzazione di uno stadio e di un Parco dello sport, la nascita di servizi commerciali "con due grandi strutture di vendita, di cui una a trasferimento", come si legge sulle tavole tecniche.  Se n'è avuta una scoperta durante l'intervento di Aldo Lorenzi, direttore di Rete Imprese Prato, nell'ambito dell'iniziativa promossa dal Pd nel salone consiliare della Provincia: lunedì sera il Partito democratico è tornato all'attacco sul piano strutturale e, a rincarare la dose di polemica, hanno pensato i gruppi consiliari in Comune, Provincia e Regione uniti nel segno contrario.  «Dopo mesi in cui chiedevamo un incontro - lamenta Lorenzi - solo qualche settimana fa abbiamo avuto un primo colloquio con l'assessore Cenni. Siamo contrari a un riutilizzo di nuovi insediamenti da parte della grande distribuzione attraverso due nuove strutture a Capezzana».  Come dire: le battaglie del passato per impedire la nascita dell'attuale multisala in quella zona non hanno insegnato nulla? E poi ancora: il piano strutturale vede una proiezione di 18.900 nuove case e 45mila nuovi abitanti. «Si pensa che questo territorio debba ancora crescere nella sua struttura abitativa, quando abbiamo una realtà che vede un grande invenduto», fa notare Lorenzi. Non c'è andato leggero neanche il direttore di Cna Fabio Mazzanti: «Quale modello di sviluppo economico prefigura questo piano? Non c'è nessuna idea di ridistribuzione di funzioni di tipo direzionale e in chiave d'innovazione. C'è ancora un certo margine di risparmio nelle tasche degli imprenditori che si chiedono però dove poter investire su questo territorio».  Meno critico sul nuovo piano strutturale è stato Maurizio Magni dell'Unione industriali, per il quale «c'è bisogno che le aziende che vengono a lavorare a Prato possano avere strumenti come la possibilità di ampliare gli insediamenti».  E l'ipotesi di un Macrolotto "Tre" (tra San Giorgio e Paperino), quello che secondo Maurizio Calussi (responsabile urbanistica del Pd) «andrebbe a premiare solo la rendita e non lo sviluppo»? «Non se n'è mai parlato in associazione - puntualizza Magni -, ma c'è sicuramente bisogno di ridurre i costi per le imprese».  E mentre il capogruppo Pd Massimo Carlesi annuncia per gennaio un consiglio comunale straordinario aperto sul tema («Ne abbiamo fatto richiesta, ma evidentemente la maggioranza non è pronta»), l'ex assessore all'Urbanistica Stefano Ciuoffo dà prova di ripensamento rispetto al passato: «Se ci fossimo stati noi oggi al governo, avremmo tenuto inalterate quelle scelte strategiche fatte a fine legislatura?». Dal canto suo Massimo Logli, ex presidente della Provincia, s'interroga: «Come si può pensare al futuro della città senza coinvolgere i cittadini stranieri?»

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