Italia
I poveri di ritorno effetto della crisi che ha colpito la città
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PRATO. È un quadro drammatico quello che emerge dal rapporto realizzato dall'Osservatorio sociale provinciale e dalla Caritas diocesiana, presentato ieri a palazzo vescovile. Il report, curato da Daniela Bagattini, Valentina Pedani e Paolo Sambo (ricercatori Asel) e Massimiliano Lotti, oltre a prendere in esame gli accessi ai Centri di ascolto della rete informatica diocesana dal 2006 al 2010, ha indagato anche il cambiamento avvenuto nel territorio pratese a causa della crisi economica. I dati dei Centri di ascolto. Il numero di persone che si sono rivolte ad uno dei Centri di ascolto della rete diocesana passa dalle 3.500 unità del 2006 alle 3.691 del 2010, con un incremento del 5,5%. Gli italiani aumentano del 13,9%, arrivando a 990 unità, mentre gli stranieri crescono solo del 2,7%, raggiungendo quota 2.701. In particolare, si registra uno "spostamento" di coloro che frequentavano i Centri di ascolto per il ritiro dei pacchi-spesa verso il servizio di distribuzione centralizzato dell'Emporio e per la ricerca di lavoro (in particolare di provenienza estera), movimento che giustifica la diminuzione di accessi presso le parrocchie e gli sportelli di via del Seminario. Elementi di fragilità. Nel report vi sono alcune interviste, il cui obiettivo è stato ricostruire alcune carriere di povertà idealtipiche rispetto a quelli che possiamo definire nuovi poveri, anche per cercare d'individuare alcune delle caratteristiche che rendono alcuni soggetti più fragili di altri. Elementi comuni appaiono le spese fisse per abitazione (affitto e mutuo); situazioni di malattia; mancanza di reti di sostegno; presenza di figli/soggetti bisognosi di cure; disgregazione familiare. A questi si aggiungono talvolta l'incapacità nell'adeguare il tenore di vita (auto nuove, spese fatte in momenti sbagliati), l'incomprensione di strumenti di debito (carte revolving). La recidività. La percentuale di nuovi contatti, cioè le persone che si sono rivolte ai Centri di ascolto per la prima volta nel corso dell'anno considerato, passa dal 51,3% del 2006 al 42% del 2010. Nel corso degli anni, la stessa persona può essere uscita dalla situazione di disagio, per poi rientrarvi successivamente: secondo gli operatori Caritas questo fenomeno sta crescendo nel corso del tempo. C'è un ritorno alla povertà soprattutto fra gli albanesi. Stanno tornando i primi visti nel '97, che nel frattempo avevano già comprato casa.
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