Il Tirreno

Prato

Autotrasportatori in rivolta

Stefano Orlandini
◗
Stefano Orlandini

Sette giorni di protesta contro la manovra del governo Monti

2 MINUTI DI LETTURA





 PRATO. Tir fermi per sette giorni. Quella di fine gennaio si prospetta una settimana complicata per l'autotrasporto merci nazionale, a causa dell'annunciata intenzione da parte di Unatras (Unione Nazionale delle Associazioni dell'Autotrasporto merci) di proclamare un fermo del settore.  All'agitazione aderiranno anche gli autotrasportatori di Confartigianato. L'azione di protesta è un invito a trattare rivolto al governo Monti.  L'impennata dei prezzi per il carburante è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Le aspettative della categoria rischiano di essere disattese, si annunciano divieti di circolazione in aumento, si teme che vengano cancellati i costi minimi di esercizio e il documento sulla responsabilità concorsuale nella filiera del trasporto. Ma si potrebbe andare avanti a lungo nell'elencare i motivi che hanno spinto gli autotrasportatori a scendere sul piede di guerra annunciando l'intenzione di proclamare il fermo dei servizi per l'ultima settimana di gennaio (la data ancora non è certa).  «Dopo tanti sacrifici - commenta il presidente provinciale della categoria autotrasportatori di Confartigianato, Stefano Orlandini - avevamo ottenuto dei buoni risultati condivisi con i vari governi che si sono succeduti negli ultimi anni: norme sull'accesso alla professione, contenimento dei costi, corresponsabilità dei committenti e altri ancora, che ci avevano dato un po' di speranza sul futuro delle nostre aziende».  In cima alle preoccupazioni che attanagliano i trasportatori, (in Italia il 90% delle merci viaggia su strada) il timore che in nome del regime di libero mercato si voglia cancellare i costi minimi di esercizio, che garantiscono il rispetto dei parametri di sicurezza previsti per legge. «Ma non solo - continua Orlandini - riconoscendo per legge un costo minimo del servizio, si garantiscono di più le piccole imprese dando loro più forza contrattuale in fase di trattativa». A rischio, infine, anche la scheda di trasporto che attesta eventuali corresponsabilità dei soggetti della filiera del servizio di trasporto in caso di incidente. Consapevole che il quadro appena illustrato produrrebbe un grave danno alla categoria e quindi all'economia del paese, Confartigianato è pronta a sostenere le imprese nelle azioni che vorranno intraprendere se il Governo non riaprirà quanto prima le trattative. «Auspichiamo - commenta il responsabile della categoria per Confartigianato Prato, Giovanni Corradi - che nella prossima Finanziaria o nel testo decreto "Milleproroghe", siano inseriti dei correttivi per ristabilire l'equilibrio della situazione; da tempo, per esempio, chiediamo il gasolio professionale anche per l'autotrasporto, come già in uso in altri settori, ai fini di ridare competitività e slancio alla categoria».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web