Il Tirreno

Prato

Fabbrizzi nuovo segretario Cgil

Alessandro Fabbrizzi e Manuele Marigolli
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Alessandro Fabbrizzi e Manuele Marigolli

«Vanno fermati gli imprenditori che non rinnovano la cassa integrazione»

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 PRATO. «Far capire alla città che le risposte attese dal decreto Monti non ci sono e mancano soprattutto di quella matrice di equità indispensabile e cercare di fermare gli imprenditori pratesi che hanno in animo di non rinnovare la cassa integrazione». Sono questi i capisaldi del nuovo governo Cgil affidato ieri dal direttivo ad Alessandro Fabbrizzi.  Ex braccio destro di Manuele Marigolli, ex capo del settore organizzazione, Fabrizzi è stato eletto segretario provinciale con 49 voti a favore, tre contrari, due astenuti su 54 votanti. «Per quanto gratificante - commenta Fabbrizzi - percepisco quanto sia gravoso il ruolo che ho assunto». Trentamila iscritti, quasi 4500 cassintegrati solo nel 2010, sono questi i numeri della Cgil. «Sotto il profilo organizzativo - spiega il nuovo segretario - avvierò le procedure in grado di integrare l'organismo della segreteria. Un passaggio che comporterà la rimodulazione della sua composizione». Nei confronti della città, invece, «credo che sia urgente mettere in campo - dice - tutte le azione tese a spiegare ai lavoratori e ai cittadini che le misure assunte dal governo non daranno risposte e che anzi rischiano di penalizzare ulteriormente i lavoratori». In particolare, secondo il segretario Cgil, «nonostante le norme di salvaguardia previste dal decreto resta, nel campo della mobilità, una forte sperequazione tra lavoratori in aziende sopra e sotto i 15 dipendenti». Per ovviare «l'intendimento - spiega Fabbrizzi - sarà quello di avviare un confronto serrato con tutti i soggetti di riferimento: istituzionali, economici e con le associazioni degli imprenditori affinchè siano liberate risorse per sostenere i giovani, le donne e i lavoratori ultracinquantenni espulsi dal mercato del lavoro. Si tratta - continua - delle categorie che più necessitano di interventi». Ma non solo, secondo Fabbrizzi c'è da colmare il deficit di fiducia che si percepisce in città. «Creando - spiega - percorsi di confronto e di approfondimento per agire sulla componente della fiducia che rischia di far perdere definitivamente l'identità alla città. Una delle catatteristiche di Prato - aggiunge - era la straordinaria capacità di accoglienza perché c'era la possibilità reale di garantire un progetto di vita: per Prato era un valore aggiunto. Ora - continua - c'è bisogno di un lavoro straordinario di tutti i soggetti che devono confrontarsi anche per recuperare un impegno etico, altrimente rischiamo di non avere altri sbocchi se non quelli di un'imprenditorialità bassa o addirittura di sfruttamento». Uno via per Prato, secondo il segretario Cgil, sarà lo sviluppo della "green economy" «in attesa - conclude - di misure che a livello nazionale possano incidere strutturalmente su crescita e innovazione».

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