Il Tirreno

Prato

Esposto in Procura contro la chiusura del cancello

Maria Lardara
Santo Russo mostra una foto: lo scivolo è sparito
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Santo Russo mostra una foto: lo scivolo è sparito

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PRATO. Se il loro fosse un film, sarebbe intitolato "Non aprite quella porta". Peccato che quel portone lo vorrebbero riaperto. E non è finzione: è la realtà di una servitù pubblica di passaggio negata da due anni e mezzo. Non resta in piedi, in piazza del Collegio, nemmeno il cartello che segnalava la pista ciclopedonale di una volta. L'ultima carta che i cittadini giocano è l'esposto in Procura. Il comitato Area Collegio-Santa Trinita ha preparato un dossier di 20 pagine per documentare, delibere comunali alla mano, l'iter del progetto di percorso ciclabile che doveva collegare il centro storico al polo scolastico di via Reggiana - passando per via Cavour e via Monnet -, affiancando alla pista anche dei percorsi protetti a misura di disabile. Tutto realizzato fra il 2003 e il 2004 ma nella primavera del 2009, complice l'allarme sicurezza in periodo di campagna elettorale, l'Asl 4 decise di mettere i sigilli al cancello di ferro di piazza del Collegio (passando da quel varco si spuntava in pochi minuti all'altezza della farmacia dell'ospedale). Quel passo di utilità pubblica rimane ancora oggi sbarrato. «Un milione di euro con fondi europei sperperati e andati in fumo - denuncia Franco Aspite -. Come se non bastasse, a riprova del fatto che di quei percorsi ciclopedonali non si ricorda più nessuno, i lavori di rifacimento di piazza del Collegio, conclusi a fine estate, hanno ripristinato alcune barriere architettoniche. Bene che il marciapiede che guarda verso la chiesa di via Silvestri sia stato allargato, ma lo scivolo per le carrozzine è stato rimosso, così come le strisce pedonali. E il cartello che indicava l'itinerario "Learco Guerra"? Sbarbato e buttato al di là del cancello da chi ha eseguito i lavori». Il paradosso è che il circuito ciclopedonabile sia ancora segnalato nelle guide turistiche di Prato. In sostanza, il messaggio che passa è: cari turisti, parcheggiate la macchina al piazzale Ebensee e da lì a piedi potete addentrarvi nel cuore delle mura. Nelle settimane scorse alcune comitive di turisti, seguendo le indicazioni sulla cartina, sono rimaste "prigioniere", dovendosi arrestare di fronte al cancello interdetto. Un altro paradosso è che di quelle chiavi, quello che servono a girare la serratura del cancello della discordia, sarebbero in possesso molti dipendenti dell'ospedale (l'Asl 4 è proprietaria della porta chiusa) che, a loro volta, avrebbero fatto diverse copie per altri cittadini... «Ma l'accesso deve essere permesso a tutti i cittadini - osserva Franco Aspite -. Insieme al Coordinamento dei comitati cittadini stiamo raccogliendo le firme da allegare all'esposto. Crediamo che il problema sia imputabile sia all'Asl che all'amministrazione comunale che non è stata capace di difendere abbastanza i diritti dei cittadini». La mobilità degli anziani che si muovono a piedi e dei disabili è stata così sacrificata. «Capiamo l'esigenza di chiusura nelle ore notturne - interviene Santo Russo -. Non è che il nocciolo del problema sta nella futura destinazione privatistica dell'area, una volta che l'ospedale si trasferirà?».

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