Sicurezza
Un paese diviso dalla tangenziale
Barbara Burzi
Chiesanuova, 2.000 firme per una rotonda e un progetto di riqualificazione
3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Avevano presentato il progetto di una rotonda con strisce pedonali per consentire l'attraversamento della tangenziale che taglia in due via Montalese. A distanza di un anno la voce dell'amministrazione comunale non si è fatta ancora sentire. In attesa di un riscontro che da parte dell'assessore ai Lavori pubblici Roberto Caverni tarda ad arrivare, i residenti di Chiesanuova reclamano. «E' una vergogna che non si siano degnati nemmeno di darci una risposta dopo che si erano impegnati a valutare il nostro progetto - afferma Anna Menici, residente - Siamo forse dei cittadini di serie b?». La rotonda sta a cuore a tutti quelli a cui non piace utilizzare il sottopasso della tangenziale: l'unica alternativa possibile per ciclisti e pedoni che devono andare da una parte all'altra di via Montalese. Almeno 2073 cittadini, che corrispondono al numero di firme raccolte dal comitato "No sottopasso" già all'indomani dell'apertura del tunnel sotterraneo. Tunnel pericoloso. Secondo quanto riferito «il sottopasso raggiunge una pendenza superiore a quella consentita dal regolamento comunale, che indica al 5% il limite massimo di pendenza per i percorsi pedonali», fa notare l'ingegnere coinvolto dal comitato per effettuare il sopralluogo. «In alcuni punti - sostiene - supera la soglia del 10%, con tutti i disagi che ne conseguono per le persone più anziane e gli invalidi. La legge prevederebbe anche un'isola di sosta ogni dieci metri, che qui è inesistente». «Se almeno fosse stato lineare - continua Menici - sarebbe stato più facile attraversalo: dovreste vedere quanta gente alla fine del percorso si appoggia alle balaustre per riposarsi». Due frazioni divise.Ai pedoni il tunnel sotto viale Nam Dihn non piace. Dopo una certa ora si ha addirittura paura nonostante la presenza di telecamere e pulsanti Sos. «In tanti - aggiunge Menici - preferiscono evitare di passarci per paura di incontrare qualche malintenzionato, finendo per rimanere isolati dal resto della città. Si deve tener presente che dall'altra parte di via Montalese c'è il cimitero di Chiesanuova, il più grande di Prato e dove addirittura si progetta di realizzare l'inceneritore ma se si pensa solo agli automobilisti fregandosene di tutti gli altri, come fanno a spostarsi le persone anziane? Non possono nemmeno più andare a trovare i loro cari al cimitero a meno che non ci sia qualcuno diposto ad accompagnarceli». Centro prelievi, nulla di fatto. «E' bene che il comitato di via Tirso sia riuscito a portare fino in fondo la sua causa - proseguono - (il riferimento è al ripristino del doppio senso di marcia ndr) ma di noi, non si preoccupa nemmeno la Circoscrizione, qualsiasi nostra richiesta viene ignorata. In estate doveva aprire un centro prelievi alla Misericordia di via Po, che ancora stiamo aspettando di vedere; in più mancano i parcheggi, che volendo si potrebbero ricavare dalla piazzola davanti alla chiesa anche per ripulire lo spazio dal degrado che si è venuto a creare dopo la chiusura del venditore ambulante. C'è persino una bombola di gas abbandonata al confine col rivenditore di legna, con il pericolo che prenda fuoco qualcosa». Il futuro. Più posti auto, riapertura della via Montalese, un mercatino e nuovi servizi. Queste le richieste dei cittadini di Chiesanuova, rimasti delusi dalla scarsa considerazione nei loro confronti. «Caro assessore, si faccia sentire - è la voce dee comitato - lo chiediamo anche a nome dei negozianti che in questa situazione hanno perso molti clienti».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
