Il Tirreno

Prato

Il "grande gioco" dell'aeroporto

Cristina Orsini
Sotto il sindaco di Firenze Matteo Renzi
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Sotto il sindaco di Firenze Matteo Renzi

Adf dà ragione a Renzi e vota la pista parallela

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 PRATO. «Mancava davvero poco alla quadratura del cerchio su Peretola. Ma quando Renzi si è reso conto che Enac era possibilista anche sul progetto della pista obliqua, ha scatenato il finimondo». E' il "grande gioco" dell'aeroporto, quello raccontato dal consigliere regionale Pd, Fabrizio Mattei.  E primo tra gli avversari - tanti - dell'ampliamento dell'aeroporto fiorentino con la pista parallela all'autostrada. Quella che, circa ogni sette minuti, avrebbe portato aerei a bassa quota sul centro della città e che ha trovato l'opposizione netta del Pd, i dubbi forti del Comune, la perplessità della Provincia e la nascita di un comitato agguerrito. Soluzione che invece il consiglio di amministrazione di Adf, la società che gestisce l'aeropoto di Peretola, non più tardi di ventiquattro ore fa ha giudicato l'unica possibile, chiudendo i giochi.  Il voltafaccia. La guerra ricomincia. Non solo a Prato perchè il "grande gioco" vede contrapposti il presidente Rossi e il sindaco di Firenze Matteo Renzi, paladino della pista parallela, e una ridda di interessi veri, economici e politici. «In tutto questo - dice Mattei - c'è chi svende il bene di Prato per trenta denari». L'affondo è verso il presidente Gida e presidente della Camera di commercio Carlo Longo, in questa seconda veste socio di Adf con il 5% delle quote «che invece di rispettare gli accordi con la Regione - spiega Mattei - che prevedevano la cessione o l'affitto all'ente di un pacchetto di azioni, ne ha comprate altre». Insomma un voltafaccia. E lo stesso ha fatto la Camera di commercio di Firenze che ora con la "cuginetta" pratese ha in portafogli circa il 21 % di Adf (il 33 è di Benetton, un'altra sostanziosa fetta divisa tra Comune di Torino e Fondazione Cassa di risparmio di Firenze e 2,8% del Comune capoluogo).  Prato paga di più. «L'operazione è stata possibile - continua Mattei - grazie alla disponibilità di Fondiaria Sai a vendere il suo pacchetto: 2,8% di azioni ma pagate da Firenze 11,4 euro ad azione, da Prato invece oltre due euro in più: 13,88 euro su un prezzo base di 8,6 euro a quota. Bisognerebbe chiedere a Longo - continua il consigliere regionale - perché mai abbia sopravalutato il costo delle azioni, comprate oltretutto con soldi pubblici o provenienti dalle imprese del distretto».  Un'idea Mattei ce l'ha: «Gira voce - racconta - che Longo stia "studiando" per fare il futuro candidato sindaco del centrodestra. Se questo è vero non mi pare un buon inizio quello di andare contro la propria città, favorendo gli interessi di bottega dei fiorentini e mettendosi di traverso, oltrettutto, a un disegno regionale che punta ad armonizzare il sistema degli aeroporti toscani, sviluppando conteporanemante Pisa e Firenze ma ciascuno per le proprie specificità».  La pista obliqua. Un passo indietro. «L'idea della pista obliqua - spiega Mattei - è nata in seguito ad uno studio commissionato dalla Regione all'ingegnere Achille Granozio dal quale è emerso che il progetto più impattante sarebbe stato, appunto, quello della pista parallela, sia per i costi sia dal punto di vista ambientale e sia per la collocazione: gli aerei in atterraggio da Prato e Firenze avrebbero trovato come ostacolo, per esempio, in caso di problemi, l'area del nuovo palazzo di giustizia a Novoli». Quella obliqua di circa 2700 metri, invece, che tagli l'attuale e punta nel corridoio tra la discarica di Case Passerini e il Novotel dell'Osmannoro, oltre ad avere ottenuto l'approvazione dei sindaci della Piana, avrebbe garantito la messa in sicurezza di Peretola e lo sviluppo commerciale: «Passando - continua Mattei - da un flusso attuale di un milione e 800mila passeggeri l'anno a 4-5 milioni». Su questa ipotesi si sarebbe dovuta esprimere ufficialmente Enac entro la fine di gennaio. Ma in Regione, ufficiosamente, si sapeva che l'Ente era possibilista. Adf, però, con la sua "doccia fredda", è arrivata prima.  Il sistema degli aeroporti. «La pista obliqua inoltre - aggiunge il consigliere regionale - avrebbe risposto adeguatamente a quel sistema aeroportuale regionale sul quale punta Rossi: mantenere Pisa, con trecento milioni di investimenti già fatti, come scalo internazionale, così da raddoppiare il flusso di viaggiatori portandoli a 10 milioni l'anno, contemporaneamente trasformare Peretola in city aeroport ovviamente meglio collegandolo con Pisa».  Niente azioni alla Regione. Un progetto che vedeva la Regione "garante" dello sviluppo sinergico aeroportuale toscano attraverso un ulteriore passo: l'ingresso della Regione che possiede già il 16% delle quote del Galilei, nel capitale di Adf con l'acquisto - esiste già una delibera con i fondi stanziati - tra il 5 e il 15% delle quote del Vespucci.  «La Regione, in una riunione di una ventina di giorni fa, aveva già ottenuto la disponbilità delle Camere di commercio di Firenze e Prato - racconta Mattei - alla cessione di una parte del loro pacchetto azionario. Passaggio stoppato però dal blocco di potere, in testa il sindaco Renzi, che punta - continua Mettei - alla pista parallela che per la collocazione può essere allungata anche oltre i tremila metri e che così trasformerebbe Firenze nell'aeroporto internazionale della regione, ovviamente a discapito di Pisa».

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