Il Tirreno

Prato

L’intesa è stata raggiunta grazie ai buoni uffici dell’imprenditore Giulin. «Dobbiamo aprirci a quel mercato»

La pizza made in Prato sbarca in Cina

Maria Lardara
Sotto, l’imprenditore Xu Qiu Lin A destra Andrea Marotta, ad della Compagnia Italiana Alimentare
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Sotto, l’imprenditore Xu Qiu Lin A destra Andrea Marotta, ad della Compagnia Italiana Alimentare

Accordo tra la Compagnia Italiana Alimentare e il polo espositivo di Nanchino

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 PRATO. I cinesi di Cina ne vanno pazzi. Tanto da tapparsi il naso per il formaggio filante che si mescola al sapore del pomodoro. Ma la pizza non si vende così dall'oggi al domani al dragone, soprattutto senza avere gli agganci giusti. E Andrea Marotta, amministratore della Compagnia Italiana Alimentari di Casale facente capo al brand FoodItalia, lo ha trovato nel progetto di Giulin.  Tra circa un anno il profumo della pizza surgelata "made in Prato", quella prodotta nello stabilimento della FoodItalia (dal 1992) dove oggi opera un centinaio di lavoratori, si sprigionerà da uno degli stand del polo espositivo "I Principi d'Italia" che ancora ha le sembianze di un cantiere aperto a Quanjao (40 chilometri da Nanchino). Pizze pronte a competere con i colossi del fast-food come "Pizza Hut" e a stuzzicare così il palato dei consumatori dagli occhi a mandorla: il fatto è che gli appetiti rivolti all'Impero Celeste del produttore pratese di pizze hanno sposato l'operazione imprenditoriale messa in piedi da Xu Qiu Lin (meglio noto come Giulin), presidente onorario della Anhui Quili, società che si sta dando da fare in questi mesi per gettare un ponte tra le aziende del "made in Italy" e il polo di Nanchino (inaugurazione prevista ottobre 2012).  I numeri sono di tutto rispetto: un'area complessiva di 60mila mq, un centro espositivo di 47mila mq e un hotel di lusso con 200 camere. Nella roccaforte dell'eccellenza italiana, FoodItalia si ritaglierà un stand insieme a una rosa di altre sei aziende italiane, le uniche per ora ad avere in mano un contratto con "I Principi d'Italia", aventi come denominatore comune il prodotto alimentare (la campana "Basso", la siciliana "Ciomod", la veneta "La Donatella", la piemontese "Varvello" aceto, la napoletana "Caffen Il don Caffè", oltre a "Cardina", vini toscani).  Di certo la terra del dragone non fa paura a Marotta di FoodItalia che, appoggiandosi a Giulin e all'esperienza di Giancarlo Maffei (ex assessore ed ex consulente del presidente della Provincia Lamberto Gestri, ora manager che cura il progetto del patron della Giupel) non farà un salto nel buio. Per l'unico pratese a cogliere finora la sfida racchiusa nel polo espositivo partorito dalla testa dell'industriale cinese più radicato a Prato (il solo a essere iscritto a Confindustria), la conquista dell'Oriente è appena iniziata. «Abbiamo in casa nostra la chiave di volta per aprire la porta del mercato cinese - osserva Marotta - ma molti miei colleghi la ignorano. Quando passo davanti a un capannone cinese, non mi giro dall'altra parte: alla Cina bisognerebbe iniziare a guardare con occhi più aperti».  Intanto si scopre che la pizza, simbolo italiano per eccellenza, sta prendendo per la gola il popolo d'Oriente. Il formaggio non fa più storcere la bocca a tanti giovani dagli occhi a mandorla tanto che i bimbi iniziano a fare colazione con il nostro latte. Peccato che siano colossi americani come "Pizza Hut" a prendere campo con le loro catene di fast-food. Ma la pizza surgelata? «I primi test sulla piazza asiatica sono andati bene - racconta Marotta - Con gli altri espositori abbiamo partecipato a novembre a una fiera. E' lì che ci siamo accorti di quanto gradimento incontrino i nostri prodotti».  L'azienda di Casale si prepara ad archiviare il 2011 con un +12% di fatturato. E per l'anno prossimo sono buone le previsioni di un'ulteriore crescita con possibili assunzioni. Intanto le confezioni di pizze, calzoni e focacce sono vendute nei frigoriferi di Coop e Conad e vanno a ruba in paesi come Germania, Inghilterra e Scandinavia. A confermare che l'assaggio delle bontà FoodItalia a Shanghai, fiera importante per l'agroalimentare, abbia avuto successo è lo stesso Maffei: «Trattandosi di prodotti congelati che richiedono un trasporto particolare, si potrebbe puntare sulla commercializzazione delle pizze oppure sull'invio delle basi di pasta nei ristoranti di laggiù». Non finisce qui: c'è un gruppo di 15 imprese pratesi, produttori di filati e tessuti, interessati a entrare nel futuro showroom di Nanchino. Top secret per ora i nomi.

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di Redazione web