Il Tirreno

Prato

«Il killer? Non sembrava un genio...»

Paolo Nencioni
Gianluca Casseri, a destra la manifestazione di CasaPound: Montagnolo è il primo a sinistra, Casseri il primo a destra
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Gianluca Casseri, a destra la manifestazione di CasaPound: Montagnolo è il primo a sinistra, Casseri il primo a destra

Il ricordo di Renato Montagnolo, consigliere alla Circoscrizione Ovest

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 PRATO. «Sì, è vero, con Gianluca Casseri ho partecipato a qualche iniziativa di CasaPound, ma non posso dire di averlo conosciuto bene. Se devo essere sincero, dava l'idea di essere un po' ritardato...». E' il ricordo del killer neofascista di Firenze nelle parole di Renato Montagnolo, ventunenne consigliere alla Circoscrizione Ovest caduto in disgrazia (cioè espulso dal Pdl), dopo aver brindato su Facebook al compleanno di Adolf Hitler, definito «l'ultimo Imperatore d'Europa».  Sempre sul social network in questi giorni è comparsa un'altra foto (quella che riportiamo qui accanto) nella quale sono ritratti il killer Gianluca Casseri (il primo da destra) e il giovane Montagnolo (il primo da sinistra). La foto è stata scattata dal nostro Paolo Nucci davanti al carcere di Pescia, inutilizzato da anni, ed è stata diffusa dal Coordinamento antifascista antirazzista aretino. Qualcuno a Prato ha immediatamente riconosciuto Montagnolo e sono fioccati i commenti su Fb.  Nulla di compromettente, in realtà: CasaPound ha fatto decine di manifestazioni e in quella di Arezzo erano presenti iscritti e simpatizzanti un po' da tutta la regione.  «La nostra associazione non ha mai negato di aver avuto Casseri tra i suoi simpatizzanti - spiega Montagnoli - ma siamo ovviamente estranei alla logica della violenza e agli atti che lui ha compiuto».  «Lo ricordo a qualche iniziativa - aggiunge il consigliere della Circoscrizione Ovest - ma ripeto, dava l'idea di essere un po' ritardato, non certo un genio come è stato dipinto. Sapevamo che aveva dei problemi, ma non pensavamo che potesse andare in giro a sparare alla gente, semmai si poteva pensare che, afflitto dalla depressione, potesse decidere di suicidarsi. Se avessimo sospettato che era pericoloso avremmo fatto qualcosa per aiutarlo».  Da Firenze, ripresa da un quotidiano, rimbalza la voce secondo la quale a Prato sarebbero state fatte alcune cene, alle quali avrebbe partecipato Gianluca Casseri e sulle quali starebbero indagando gli inquirenti per capire se il killer ha avuto delle complicità. In ambienti investigativi della Questura, invece, si smentisce che ci siano state queste cene e che Casseri via abbia partecipato. Per quanto riguarda CasaPound lo smentisce anche Renato Montagnolo: «Mai sentita una cosa del genere, abbiamo partecipato a una cena a sostegno del canile in un circolo accanto a un campo sportivo, ma non mi ricordo se ci fosse Casseri, anzi penso proprio di no».

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