Sicurezza
Italiani più poveri ma anche i cinesi
Maria Lardara
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I commensali della La Pira Cena alla La Pira, l'appello del vescovo: «Meno donazioni del banco alimentare»
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PRATO. Gli Angeli dei poveri non abitano in cielo, ma in terra. Stanno dietro le quinte, ai fornelli a preparare, intorno a tre tavoloni nuovi donati dalla Provincia, a servire, a scaldare con un piatto caldo il cuore di chi ha fame. Questo esercito di 150 volontari non conosce nè Natale nè Pasqua. E non sono solo immigrati, molti magrebini, a sedere alla mensa dei poveri di via del Carmine. La metà dei fruitori che bussa alla porta della struttura gestita dall'associazione "Giorgio La Pira" è pratese e, in generale, «è nel periodo fra dicembre e febbraio che si assiste al picco dei pasti serviti, anche 170 al giorno con un trend in aumento», come rileva la presidente Elena Pieralli. E fra gli stranieri in fila per una pietanza calda, ultimamente fanno capolino anche i primi cinesi, a conferma di un disagio economico che sta colpendo la comunità del dragone. «Sono comparsi di recente. Gli orientali che qui si affacciano - puntualizza Pieralli - sono per lo più uomini con scarsa dimestichezza dell'italiano». E' questa una faccia della realtà pratese per cui Natale non fa rima solo con supermercati e shopping. Una Prato "invisibile", di cui nei periodi di festa in molti si ricordano forse perchè - si sa - è la festa in cui siamo tutti più buoni. Quella stessa generosità che mercoledì sera ha portato Confartigianato e Cna a donare circa 2.500 euro alla mensa. Il menù della cena da tutto esaurito (a questa nona edizione presenti il presidente della Provincia Lamberto Gestri e gli assessori comunali Mondanelli, Silli e Milone, oltre al vicesindaco Goffredo Borchi), rende merito al cuoco Fabrizio che manda avanti la cucina della mensa: antipasto toscano, lasagne ai funghi e carciofi, pollo agli asparagi e tanti dolcini offerti dal Consorzio Pasticceri. Tavole imbandite per quasi un centinaio di persone e perle di pura generosità instillate dal cuore degli artigiani che, neppure loro, di questi tempi se la passano bene. Ma la mensa ha bisogno di questi "regali" speciali. E per questo un appello alla città è stato rivolto dal vescovo Gastone Simoni che, prima di porgere gli auguri di Natale ai presenti, ha ricordato come la mensa "La Pira" (intanto in Comune si lavora al trasferimento di questa dal centro storico a via Roma, accanto ai Servizi sociali) si regga grazie alla convenzione con l'amministrazione e alle offerte dei cittadini. «Una parte dei viveri donati proveniva dal banco alimentare il cui apporto alla mensa quest'anno si è però dimezzato, segno delle difficoltà economiche di molte famiglie pratesi. Spargete la voce, qui alla mensa - ha chiesto monsignor Simoni - c'è bisogno di donare cibo». Il richiamo alla solidarietà non ha dimenticato le vittime della tragedia di Firenze: il pensiero del vescovo è stato anche per i senegalesi che frequentano la mensa. «A loro dite della mia partecipazione al loro dolore - ha chiesto rivolgendosi ai dirigenti della mensa - facciamo sentire la solidarietà di Prato».
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