Il dolore
Il titolare: «Nessuna richiesta di incontro»
Cinque licenziamenti alla Emmetex di Maselli
Alessandro Pattume
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Mario Maselli 2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Cinque licenziamenti per un incontro. Quello negato dal titolare della Emmetex Mario Maselli ai sindacati, intenzionati a chiedere il prolungamento della cassa in deroga per i cinque dei diciotto dipendenti rimasti nella procedura aperta due anni fa. Una procedura che la Emmetex, dopo averne usufruito, ha sempre cercato di disinnescare in qualche modo e che questa volta, con la scadenza dell'accordo al 31 dicembre, sembra davvero destinata a finire. Con un cordiale "arrivederci" agli ammortizzatori sociali messi a disposizione dal Governo. I sindacati, dal canto loro, sono infuriati. «Noi abbiamo chiesto un incontro all'azienda per formalizzare la richiesta di un ulteriore prolungamento della cassa integrazione - protesta Tina Oldani della Filctem Cgil - Maselli ha semplicemente rifiutato d'incontrarci». Mario Maselli prova a difendersi: «Non ho ricevuto alcuna richiesta di incontro o chi doveva recapitarmela non lo ha fatto - dice - Non parlo con i sindacati da mesi e quindi sto solo portando a compimento l'accordo firmato del giugno scorso». L'Unione industriale conferma però che il messaggio è stato recapito al destinatario. Nel giugno scorso, il titolare della Emmetex se ne uscì fuori con una proposta choc: niente licenziamento per i cinque ancora in cassa in deroga solo se gli altri dipendenti si fossero tagliati la quattordicesima. Filctem Cgil e Femca Cisl bollarono la proposta come una scorrettezza verso i sindacati e un ricatto nei confronti dei dipendenti. L'accordo provocò una certa tensione anche tra i sindacati. La Uilta propose infatti il prolungamento della cassa integrazione in cambio dell'accettazione di utilizzo dello strumento a zero ore e la volontà dei 5 dipendenti a uscire volontariamente a fine anno. Filctem e Femca s'opposero. E in un clima di tensione venne trovato l'accordo per il prolungamento di altri sei mesi ma senza disponibilità ad uscire. Risultato: tra due settimane cinque persone verranno licenziate.
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