Il Tirreno

Prato

Azioni dell'Adf, Prato paga più di Firenze

Concordato un prezzo di 13,88 euro, ma ora valgono 8,60

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 PRATO. Pare proprio che la Camera di commercio non abbia fatto un grande affare acquistando altre quote di Adf (Aeroporto di Firenze), un'operazione che è stata illustrata ieri a Firenze nel corso di una conferenza stampa.  In base al resoconto dell'accordo, riportato dall'Ansa, si apprende che le Camere di commercio di Firenze e Prato hanno acquistato il pacchetto azionario detenuto da Fondiaria-Sai, il 2,053% per un totale di 185.000 azioni, metà a Firenze e metà a Prato.  Ma, secondo quanto riferiscono fonti finanziarie, le azioni comprate dalla Camera di commercio di Firenze sono state pagate 11,4 euro, mentre quelle comprate da Prato, per motivi che al momento sfuggono, sono state pagate 13,88 euro.  Non è la sola stranezza dell'accordo. La quotazione delle azioni Adf a ieri, infatti, si aggirava sugli 8,60 euro. Le due Camere di commercio, insomma, e in particolare quella di Prato, hanno pagato un prezzo molto più alto di quello di mercato, con grande soddisfazione, è facile immaginarlo, del venditore, cioè Fondiaria-Sai.  Carlo Longo, presidente della Camera di commercio di Prato, sostiene che il prezzo medio pagato a Fonsai è stato di 12 euro e ha spiegato che è il prezzo medio degli ultimi 18 mesi. Anche qui bisognerà capire perché si è pagato (con soldi pubblici) il prezzo medio degli ultimi 18 mesi e non quello odierno, che ha già scontato il crollo dei titoli azionari dell'ultimo anno.  Il presidente Longo ha parlato anche della questione della nuova pista dell'aeroporto di Peretola. «La nuova pista è sicuramente necessaria per lo sviluppo dell'aeroporto di Firenze - ha detto Longo - e la Camere di commercio auspicano una decisione il più velocemente possibile in modo che possano partire velocemente i lavori per lo sviluppo dell'infrastruttura».  Il suo omologo Vasco Galgani, presidente della Camera di commercio di Firenze, ha sottolineato che «la polemica con l'Enac è un esercizio che non ci appassiona: noi dobbiamo aspettare le direttive definitive dell'ente preposto, come accade per qualsiasi aeroporto italiano. Parlare di pista parallela, obliqua o convergente ingenera soltanto confusione, e si diventa partigiani di qualcuno».

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