Il Tirreno

Prato

Vicenda Valore, Procura ko

Luca Tronchetti
Giovanni Valentini
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Giovanni Valentini

La Cassazione rigetta il ricorso del pm, annullato il sequestro dei beni

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 LUCCA. Sulla vicenda della Valore, la procura finisce ko. Almeno per ora. Perché la quinta sezione della Corte di Cassazione rigetta il ricorso del sostituto Fabio Origlio. Ricorso presentato dopo l'annullamento da parte del tribunale del Riesame di Firenze delle misure cautelari nei confronti di amministratori, professionisti e imprenditori accusati di corruzione, falso e abuso d'ufficio.  Per i giudici della Suprema corte, il gip non avrebbe dovuto firmare quelle ordinanze: troppo debole l'impianto accusatorio per portare in carcere l'ex superassessore lucchese Marco Chiari e l'ex dirigente dell'urbanistica Maurizio Tani. E inconsistenti le prove nei confronti dell'imprenditore pratese Giovanni Valentini della Valore e dei professionisti Andrea Ferro e Luca Antonio Ruggi per giustificare la custodia cautelare agli arresti domiciliari.  La decisione della Cassazione non mette una pietra tombale sull'inchiesta, ma la indebolisce notevolmente affievolendone gli effetti. E sancisce un principio: quegli arresti sono stati intempestivi. Gli elementi in possesso degli investigatori erano insufficienti per quei provvedimenti di privazione della libertà personale.  Certo, la procura della Repubblica non molla. E l'indagine - arricchita di nuovi elementi probatori raccolti in questi mesi dai carabinieri del reparto investigativo - andrà avanti sino a maggio, quando la pubblica accusa quasi sicuramente chiederà il rinvio a giudizio per tutti o parte degli otto protagonisti della presunta corruzione nella pubblica amministrazione.  E la Caporetto della Procura si completa con l'accoglimento del ricorso - presentato dagli avvocati Tullio Padovani e Francesco Marenghi del foro di Pisa - sul sequestro dei beni (soldi e terreni sino a 18 milioni di euro) alla Valore spa ritenuti dall'accusa provento della corruzione. La Cassazione accoglie il ricorso, annulla l'ordinanza del tribunale di Lucca sulle misure cautelari reali e rinvia a un nuovo collegio di composizione diversa la decisione, che dovrà contenere motivazioni differenti, sul dissequestro totale o parziale di beni e terreni della Valore.  Con due pronunciamenti di merito contrari alle tesi dell'accusa l'eventuale processo parte decisamente in salita. Logico che la difesa festeggi. Perchè in aula i pronunciamenti avranno un peso rilevante.  Dalle 10,15 sino al primo pomeriggio, gli avvocati hanno ribadito punto per punto le loro tesi: nessuna tangente pagata, solo emolumenti per incarichi professionali. Per il Procuratore Generale la Corte avrebbe dovuto accogliere un ricorso della procura: quello relativo all'ex assessore Marco Chiari. I giudici della quinta sezione si sono ritirati in camera di consiglio poco dopo le 16,30. Un'ora e mezzo per scrivere il dispositivo (verrà depositato in giornata) e assestare un duro colpo all'indagine della procura di Lucca.

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