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Prato

La Provincia vuole il "dragone" in centro Silli: «Non accadrà»

La sfilata del dragone durante il capodanno cinese
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La sfilata del dragone durante il capodanno cinese

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PRATO. Il dragone "portafortuna" del capodanno cinese sfilerà, in febbraio, nelle strade del centro storico. Parola di assessore della Provincia Loredana Ferrara. E oltre alla buona sorte il dragone, anche quest'anno, consegnerà alla città uno scontro poderoso tra Comune e Provincia. Già cominciato, anche se a distanza. Come ha fatto la festa della comunità a riavvicinarsi al centro off limits? Facile: entrando nel cartellone degli spettacoli di Alter Mundi che andranno avanti fino a febbraio. «E' una decisione - spiega Ferrara, protagonista del ribaltone - presa tempo addietro. Avevo già parlato con i rappresentanti della comunità cinese chiedendo di rallentare i tempi di presentazione della richiesta delle strade. Ma loro l'avevano già presentata al Comune. A questo punto dovrò parlare con gli assessori Caverni (alla Mobilità, ndr) e Silli (all'Integrazione ndr) per far correggere la delibera». Sarà dunque la Provincia a presentare la richiesta del nuovo percorso: «E vedremo - conclude Ferrara - se la giunta Cenni dirà "no" anche alla Provincia». Tecnicamente il cambiamento, non dovrebbe comportare eccessive difficiltà: una delibera che modifica la precedente, già approvata però dalla giunta comunale qualche settimana fa, e che bloccava il corteo del capodanno in piazza San Domenico: lo stesso tragitto dell'anno passato. Altra questione la volontà politica. Espressa con chiarezza dall'assessore Silli: «Di modificare decisioni già prese la giunta comunale non ci pensa nemmeno». Né ora né mai. «Credo anzi che cercare di cavalcare il dramma accaduto a Firenze con l'omicidio dei tre sengalesi, per forzare la mano alla giunta comunale sulla questione del capodanno cinese sia solo un modo per fare sciacallaggio politico». Per Silli la richiesta di occupazione di nuove strade, se dovesse arrivare, «sarà comunque fuori tempo massimo. Perché la decisione è stata presa e perché - prosegue - ho personalmente incontrato i responsabili dell'associazione buddista comunicando loro quale sarebbe stato il percorso». Anche sul fronte politico Silli è esplicito: «Se la Provincia provocherà una frattura istituzionale, se ne assumerà la responsabilità di fronte alla città». Ma è Francesco Mugnaioni, Pdl, ha chiedere di abbassare, da ambo i lati, i toni.

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