Il Tirreno

Prato

Gli industriali pratesi fanno presente la disparità di trattamento con le imprese europee

Una lettera all'Autorità per l'energia «Paghiamo il 30% più degli altri»

Al lavoro in una tintoria
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Al lavoro in una tintoria

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 PRATO. Il gas in Italia oggi era quotato a 0,36 euro al metro cubo. Nel resto d'Europa mediamente a 0,24 il metro cubo. L'energia elettrica in Italia costa il 35% in più rispetto alla Francia. Le energie rappresentano per le tintorie e le rifinizioni il 20 per cento dei costi complessivi.  Ed ecco che l'Unione industriale pratese ha scritto all'Autorità per l'energia elettrica e il gas.  Non era mai accaduto prima che Prato, realtà di piccole imprese, facesse un passo formale così pesante nei confronti di colossi come i gestori della fornitura e soprattutto del trasporto del gas. L'Unione industriale ha scritto all'Autorità per l'energia elettrica e il gas per chiedere approfondimenti sulle motivazioni del prezzo del gas, partendo già dalle fasi precedenti alla sua distribuzione all'utenza finale, e precisamente al momento del suo arrivo in Italia via gasdotto. E' questa del resto la principale modalità e fonte di approvvigionamento del metano nel nostro paese.  Ciò che l'Unione rimarca è che nel momento stesso in cui il gas arriva in Italia si crea una "forbice" con la situazione degli altri paesi europei: forbice che consiste in quotazioni alla borsa italiana del gas superiori di circa il 30%. «Se a questo quadro si somma l'iniquità fiscale, con le accise sui prodotti energetici che in Italia pesano essenzialmente sulle Pmi, è chiaro che la penalizzazione che subiamo è davvero pesante» ha spiegato il vicepresidente dell'Unione Riccardo Matteini «E' necessario comunque capire le ragioni per cui rispetto agli altri paesi europei il prezzo del gas subisce questo forte aggravio già per così dire alla frontiera. Il sospetto che abbiamo è che in questa situazione giochi un ruolo importante la liberalizzazione imperfetta e incompiuta di aspetti fondamentali della commercializzazione del gas, a cominciare dalla regolamentazione del trasporto attraverso i gasdotti. Problemi analoghi sono stati segnalati nel recente passato per il problema dello stoccaggio, ed anche in quei casi c'era l'ombra di situazioni di monopolio di fatto».  «Se ci sentiamo Davide che si scaglia contro Golia? Un po' sì, e speriamo di avere lo stesso successo. In ogni caso riponiamo fiducia nelle autorità preposte e confidiamo in un esame attento e ponderato della questione», ha concluso Matteini.

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