Il Tirreno

Prato

LA POLEMICA

«Troppo pochi posti nel nuovo ospedale»

Valentina Ceccatelli

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 PRATO. Il centro medico chirurgico Alma Vita, in via Barsanti, si arricchisce di un nuovo servizio di day surgery, il primo a Prato. Con cinque posti letto divisi in una sala degenze da tre posti e due sale singole, tutte con bagno, il centro Alma Vita avrà la possibilità di intervenire in ambiti quali cardiologia, angiologia, chirurgia vascolare, medicina estetica, chirurgia generale, ginecologia e ostetricia, oculistica, pediatria, odontoiatria o anestesia e rianimazione, con la certezza, per il paziente, di essere a casa in serata. E' stato a margine della presentazione del servizio che sono emerse nuove preoccupazioni sulle dimensione del nuovo ospedale. «Negli ultimi 4 anni è come se a Prato si fosse aggiunta Empoli - ha detto il vicesindaco Goffredo Borchi - dato l'aumento della popolazione, vedo drammatico il ridimensionamento dell'ospedale». Anche i medici che già lavorano all'ospedale esprimono preoccupazioni. «Il problema non è di 50 o 100 posti letto - dice Luigi Biancalani, presidente dell'ordine dei medici - ma come attrezzare il territorio: l'ospedale sarà dedicato a pazienti acuti, e la fascia dei degenti subacuti, situazione in cui anche i familiari si trovano in serie difficoltà, dovrà essere gestita sul territorio. Sono persone per cui le cure domiciliari non bastano, che con un ospedale più piccolo diventano difficili da gestire». Il timore di Borchi è anche quello di veder sacrificati gli standard in campo sanitario. «Questa evenienza è da scartare - risponde Antonio D'Urso, direttore sanitario dell'Asl 4 - gli standard sono stati mantenuti: resteranno le strutture e i professionisti che vi lavorano, i posti letto diminuiranno di poco, oltre ad avere 12 sale operatorie più le 2 di ostetricia». «Il territorio non è in grado adesso di sostenere l'impatto della fascia dei degenti che hanno bisogno di cure - aggiunge - e non lo sarà se non prendiamo il nuovo ospedale come opportunità per riorganizzare i servizi territoriali. C'è un progetto che prevede l'adattamento di due palazzine a questo scopo, una per la sanità mentale, e l'altra per chi ha bisogno di cure intermedie. Spero siano pronte prima del nuovo ospedale».

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