Proteste
Tripodi, Pd: «Le strozzature lungo lasse sono due e vanno adeguate contemporaneamente»
Declassata, traffico e ritardi
Barbara Burzi
◗
Code per la strozzatura della Declassata Proteste dei cittadini che chiedono l'allargamento anche a Ponte Lama
4 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Poco meno di un'ora per andare da Galciana ai Gigli. E' il tempo che impiega ogni giorno una pratese per raggiungere il centro commerciale dove lavora. Altro che strada a scorrimento veloce, i pendolari che si mettono in viaggio sulla Declassata in determinate fasce orarie sono destinati a viaggiare a passo d'uomo, con tutti i disagi che ne conseguono. Il problema è stato localizzato su viale Leonardo da Vinci in direzione Firenze, all'altezza del ponte Lama: in quel punto, la carreggiata subisce una strozzatura come quella del Soccorso. I cittadini, stanchi, chiedono che venga allargata la strada. Traffico, ritardi e multe. «Devo entrare a lavoro alle 8, ma se arrivo sulla Declassata dopo le 7,20 è la fine», racconta Francesca Gismondi di Galciana. Generalmente allo svincolo autostradale del casello di Prato est si inizia a formare una coda che invade tutta la strada e il traffico si congestiona in coincidenza col tratto in cui la carreggiata si restringe, creando un effetto imbuto. «Per essere una strada a scorrimento veloce che collega Firenze, Prato e Pistoia c'è troppa fila - spiega la donna - lavorando ai Gigli sono costretta a percorrerla tutti i giorni, ma a volte penso che mi converrebbe quasi di più prendere l'autostrada a Prato Ovest e uscire a Calenzano». Le ore più critiche sono quelle della mattina e dalle 17 alle 19 del pomeriggio. «Se succede un qualunque imprevisto, per esempio un tamponamento - continua - rischio di arrivare tardi in negozio anche partendo da casa con molto anticipo, cosa non sempre facile dovendo incastrare i tempi della strada con quelli di madre con un bambino piccolo a cui badare. Senza contare che ritardare l'apertura del negozio mi comporta una sanzione». Disagi anche a Mezzana. «L'autobus che prendo per andare all'Università - racconta Lorenzo Vacirca - subisce spesso dei ritardi causati dalla congestione di traffico che viene dalla Declassata e defluisce verso Campi». Il nodo si forma perché in quel punto si incrociano tre direttrici di flusso: il traffico veicolare diretto verso l'autostrada, quello diretto verso Campi e Sesto, e per ultimo, quello diretto verso san Giorgio e la zona industriale del Macrolotto 2. «A complicare la situazione si aggiungono i veicoli che provengono dalla rampa d'accesso nel tratto in cui la carreggiata si restringe - aggiunge - Per i pendolari significa un notevole allungamento dei tempi di percorrenza, che riguarda anche gli abitanti di Mezzana, visto che molti lavorano verso Campi e la zona industriale dell'Osmannoro». Occhio gli spazi verdi. I flussi di traffico sulla Declassata sono più elevati in direzione Firenze anche per la presenza di importanti centri commerciali e industriali. A maggior ragione, secondo i cittadini una soluzione andrebbe trovata. «Serve l'allargamento del ponte, però attenzione - aggiunge Vacirca - poiché l'operazione implicherebbe un ulteriore consumo di suolo, non vorrei che per rendere più agibile l'asse infrastrutturale e più vivibile l'area metropolitana si penalizzassero i pochi spazi verdi rimasti a disposizione dei cittadini di Mezzana per attività sportive e ricreative». Un pensiero condiviso anche da Paolo Paoli, residente a Mezzana: «Non sono un pendolare, ma l'imbuto che si crea al ponte Lama crea disagi per tutti», ammette. «In questa prospettiva - dice - sarebbe utile riportare a servizio della comunità alcuni spazi attorno all'area dove si svolge la fiera, per lo meno nei mesi in cui non sono sfruttati dai giostrai». Le strozzature sono due. L'ampliamento del ponte Lama è stato oggetto di una mozione da parte del capogruppo Pd della Circoscrizione est, Simone Tripodi. «Per risolvere definitivamente il problema della viabilità a scorrimento veloce su una delle arterie più importanti della città - sostiene il consigliere - chiediamo all'amministrazione che siano portante avanti in modo contestuale un'operazione che preveda l'interramento della declassata tra via Marx e via Nenni e l'allargamento del ponte Lama da due a quattro corsie. Non si può pensare di rendere agevole gli spostamenti delle persone e delle merci sull'asse che collega i maggiori centri commerciali e industriali dell'area metropolitana senza sciogliere il problema di quest'altro nodo al ponte Lama, nel tratto in cui la carreggiata si restringe. Diversamente vorrebbe dire dimostrare ancora una volta di non avere una visione complessiva del problema della viabilità».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
