La manifestazione
Beste lancia un suo marchio
Ilenia Reali
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Lazienda Beste e a destra Giovanni Santi Farà vestiti con l'ex stilista di Geospirit e Peuterey
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PRATO. Sono stati tra i primi a Prato a preparare collezioni di abiti per le grandi maison della moda. Ora ci mettono la faccia e lanciano sul mercato anche un loro marchio. Si chiamerà "Up to be" ed è il nuovo nato in casa Beste e in casa dello stilista Graziano Gianelli, ex Geospirit e Peuterey. A dare la notizia è stato Gianelli in un'intervista alla rivista di moda Fashion Magazine. Capispalla - e non solo - formeranno una nuova collezione by Beste da presentare insieme ai fratelli Santi nella cornice della prossima edizione di Pitti Uomo, a gennaio. Lo stand, 250 metri quadrati nella Sala della Scherma, è già stato fissato così come i capi (40 tra uomo e donna, creati anche con i giovani desinger Sara Capecchi e Nicola Genovese) realizzati con tessuti della tradizione. «A curare la collezione - conferma Matteo Santi - sarà Gianelli. E' stato mio fratello Giovanni a incontrarlo e a mettere a punto questo progetto. Noi ci occuperemo della produzione che dovrà essere di alta qualità e dovrà essere venduta in negozi selezionati». Trecento, secondo Gianelli, in Italia e presto anche in altri plurimarca in Europa. Una nuova sfida che non sostituirà il lavoro che la Beste sta facendo anche con altre case di moda. «Questa sarà per noi una linea in più - continua Santi - e rimarranno i rapporti con le case di moda. Continueremo a fare i terzisti così come vanno avanti i contatti con il rapper Kanye West e con l'ex giocatore Edgar Davids a cui stiamo realizzando la produzione per la sua linea di abbigliamento». Beste si è distinta negli ultimi anni per aver anticipato le trasformazioni delle aziende tessili: i fratelli Santi sono stati infatti tra i primi a offrire ai propri clienti non solo tessuti ma anche una sorta di pacchetto completo dove si mostra a quali modelli le stoffe possono essere abbinate. Insomma un servizio per cui gli stilisti trovano idee, anche da trasformare con loro dettagli, e di conseguenza l'azienda disposta a consegnare i capi già con il loro marchio. Un passo in avanti a valle della filiera che negli anni successivi altri colleghi titolari di lanifici hanno seguito non sempre con successo. Poi c'è stata la scelta di aprire una società in Cina per poter produrre anche in Asia seguendo direttamente la realizzazione dei capi e ora il lancio di un proprio marchio con un socio d'eccezione che si muove con naturalezza nel palcoscenico della moda.
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