Il Tirreno

Prato

«Ragazzi, vivete il vostro tempo»

Alessandra Agrati
A sinistra Edoardo Nesi durante l’incontro coi ragazzi del Buzzi in basso insieme al preside Erminio Serniotti
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A sinistra Edoardo Nesi durante l’incontro coi ragazzi del Buzzi in basso insieme al preside Erminio Serniotti

Lo scrittore Edoardo Nesi ha incontrato le classi del Buzzi

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 PRATO. Edoardo Nesi racconta "la sua gente " ai ragazzi del triennio del Buzzi spaziando dall' economia, alla storia, dalla sociologia, alle tecniche per scrivere un libro. Nell' incontro di dicembre che rientra nel ciclo di conferenze a "Scuola si discute di..." per due ore è stato un susseguirsi di domande e risposte, alcune concordate con i professori altre libere, nate dalla curiosità dei ragazzi. Il primo a rompere il ghiaccio in questo senso è stato Emanuele Bellan, che ha la passione della scrittura e quindi ha chiesto a Nesi come si fa a scrivere un libro. «Bisogna procedere per gradi e soprattutto non fidarsi né di chi ti elogia troppo perché spesso è mosso dall'affetto, né da chi ti stronca eccessivamente. Se hai un'idea devi andare avanti». Ed Emanuele un'idea ce l'ha vuole scrivere un libro di fantasy che ha per ispirazione un videogioco dei Pokemon. «L'informatica e la scrittura sono sempre state la mia passione, la prima la studio a scuola, la seconda è diventata un mio rifugio. Ormai sono a metà del mio lavoro. Forse un giorno lo pubblicherò». Non solo domande sulla letteratura ma anche all'attualità in modo particolare alla globalizzazione che viene con la celeberrima frase di "Non ci resta che piangere" "Quanti siete? Un fiorino!". Secondo Nesi questa è la sintesi di come eravamo prima della globalizzazione, tanti dazi pagati solo per spostare le merci. Secondo lo scrittore- assessore la globalizzazione può essere vinta dalla tecnologia, anche applicata al tessile. «Vivete nel vostro tempo, usate i mezzi che avete e soprattutto riservatevi il diritto di non essere d'accordo almeno al 10% di tutto quello che vi viene detto».  Ma la tecnologia e soprattutto l'informatica in Italia non ha futuro, lo sa bene Gioele Villani, 4 anno di informatica che sta già pensando di realizzare insieme ad un suo compagno un videogioco. «Siamo ancora in una fase di progettazione - spiega - ma sono sicuro che dovrò rivolgermi all' estero per avere successo. Per ora senza muovermi fisicamente, ma utilizzando internet».  L'incontro è piaciuto anche agli insegnati di lettere. «E' un modo vivo di affrontare sia la letteratura sia l'economia - spiega Riccardo Parigi - Nesi parla di problemi di tutti i giorni». Soddisfatto anche il preside Erminio Serniotti: «Il messaggio che è passato è quello di continuare a battersi senza avere paura, anche se la situazione economica non è semplice».

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