Il Tirreno

Prato

Protesta per i rumori fuori dal condominio poi ha un malore

Alessandro Pattume
Il condominio di via Udine dove i residenti protestano
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Il condominio di via Udine dove i residenti protestano

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 MONTEMURLO. Un intero condominio combatte da mesi contro gli schiamazzi e la strafottenza di un gruppo di adolescenti montemurlesi. Accade in via Udine, dove mercoledì scorso s'è sfiorata la tragedia quando, sceso per protestare contro l'ennesima scorribande in scooter, un ex maresciallo in pensione, cardiopatico, ha avuto un malore dopo essere stato aggredito e spintonato.  E' una storia fatta di urla e corse in scooter sotto le finestre di casa che va avanti dalla scorsa estate. Dal primo pomeriggio a tarda sera. Gli abitanti del condominio al numero 5 di via Udine credevano che la riapertura delle scuole mettesse fine all'incubo. Invece no. Il piano terra dell'edificio è occupato da alcuni negozi, tra gli altri il negozio d'abbigliamento "Sottocosto" e la gelateria "Dolce Vita" «E' bene che il Comune conosca quello che accade a due passi dal municipio - raccontano i condimini, intenzionati a presentare una denuncia ai carabinieri - non ce l'abbiamo con i ragazzi che si ritrovano sotto le nostre finestre, ma per come si comportano, cioè da padroni». Non solo urla e corse in scooter, «se qualcuno prova a dirgli di fare piano o di andarsene passano alle offese e alle minacce - raccontano - chiami i vigili e non vengono, chiami i carabinieri e non vengono». Mercoledì scorso la soglia di sopportazione degli inquilini è stato superata. «Stavo riposando quando, qui sotto alla gelateria, sono arrivati sgommando una decina di scooter - racconta il pensionato sessantacinquenne protagonista della vicenda - prima mi sono affacciato alla finestra spiegando loro di far piano. Ma quelli mi hanno risposto che tanto fanno quello che gli pare».  Allora l'ex maresciallo dell'Esercito è sceso al piano terra per spiegare loro che stavano occupando una proprietà privata. «Uno di loro mi è venuto incontro e mi ha afferrato per il bavero - racconta l'uomo - e quando io mi sono liberato ha chiamato i suoi amici urlando che gli avevo messo le mani addosso. Sono stato circondato, spintonato, minacciato e offeso - continua - così ho chiamato i carabinieri ma mi hanno detto che non potevano venire. Di lì a qualche minuto mi sono sentito male. Adesso non mi resta che andare dai carabinieri». Portato al pronto soccorso dalla moglie, il pensionato è stato trattenuto un giorno in osservazione.

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