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Il consigliere Roti si sveglia coi ladri in casa «Sono fuggiti coi soldi e con le chiavi delle auto»
Alessandro Pattume
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Il consigliere Luca Roti2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Svegliato dai rumori al piano terra della sua abitazione vicino al Ponte Petrino, il consigliere provinciale del Pd Luca Roti s'è ritrovato davanti due ladri, che subito si sono dati alla fuga portandosi via contanti e alcuni mazzi di chiavi.
«Erano da poco rientrate le mie figlie - racconta Roti - quando abbiamo sentito dei rumori al piano terra. Così sono sceso e la prima cosa che ho notato è stato il cancello e il portone aperti, poi due ombre che si muovevano nel buio». Così, l'udito fine del consigliere Pd ha sventato un furto che poteva essere ben più ingente. «Erano due figure robuste che appena si sono accorte della mia presenza si sono dati alla fuga - spiega Luca Roti - io e mia figlia Elisabetta li abbiamo pure rincorsi per una cinquantina di metri lungo via della Rondine. Ripensandoci abbiamo pure corso qualche rischio. I carabinieri poi, arrivati dopo un quart'ora, ci hanno detto che è stata una nottata piena di episodi del genere». Sorpresi dal padrone di casa, i ladri hanno potuto portare via solo i contanti trovati nei portafogli e alcuni mazzi di chiavi. «Uno è quello di casa e gli altri due quelli delle auto - spiega il consigliere provinciale - così, dopo la paura e la sgradita sensazione di qualcuno che vìola la tua intimità, abbiamo prima portato via le auto per paura che tornassero a prendersele e poi passato tutta la giornata a cambiare le serrature di casa».
«Erano da poco rientrate le mie figlie - racconta Roti - quando abbiamo sentito dei rumori al piano terra. Così sono sceso e la prima cosa che ho notato è stato il cancello e il portone aperti, poi due ombre che si muovevano nel buio». Così, l'udito fine del consigliere Pd ha sventato un furto che poteva essere ben più ingente. «Erano due figure robuste che appena si sono accorte della mia presenza si sono dati alla fuga - spiega Luca Roti - io e mia figlia Elisabetta li abbiamo pure rincorsi per una cinquantina di metri lungo via della Rondine. Ripensandoci abbiamo pure corso qualche rischio. I carabinieri poi, arrivati dopo un quart'ora, ci hanno detto che è stata una nottata piena di episodi del genere». Sorpresi dal padrone di casa, i ladri hanno potuto portare via solo i contanti trovati nei portafogli e alcuni mazzi di chiavi. «Uno è quello di casa e gli altri due quelli delle auto - spiega il consigliere provinciale - così, dopo la paura e la sgradita sensazione di qualcuno che vìola la tua intimità, abbiamo prima portato via le auto per paura che tornassero a prendersele e poi passato tutta la giornata a cambiare le serrature di casa».
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