Italia
Le storie di chi prova a reagire alla crisi: ieri hanno fatto uno spettacolo
Disoccupati, non rassegnati
Alessandra Agrati
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Andrea Rosati I partecipanti al Progetto Distretto leggono Malaparte
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PRATO. Alla pioggia non si comanda e se decide di rovinare un evento nessuno la può fermare, anche se gli organizzatori hanno seguito un corso di 120 ore per imparare tutti i trucchi del mestiere. "Senza arte né parte...si legge Malaparte", letture di alcuni brani di Maledetti Toscani, organizzata dai disoccupati del Progetto Distretto che hanno preso parte alla Linea 1, doveva animare alcune vie e piazze del centro storico durante lo shopping natalizio, ma la pioggia ha costretto gli organizzatori a ripiegare nel chiostro di San Domenico. Due i gruppi di lavoro, uno sulla floricultura, l'altro sull'organizzazione di eventi, per tutti i partecipanti la speranza di inventarsi un nuovo lavoro e lasciare alle spalle la disoccupazione. Per due di loro è diventato una realtà; Clarissa Bottaccio dal mese di gennaio inizierà un periodo di prova presso un garden di Prato, mentre Tamara Tempestini ha rilevato un negozio di fiori a Quarrata. «Venivo dal settore del tessile - spiega Bottaccio - quindi ho imparato tutto in questo corso. Qualche giorno fa sono andata in un negozio a cercare dei fiori, ho chiesto se avevano bisogno di personale e mi hanno detto che cercavano, così ci siamo accordati di fare un periodo di prova dopo le feste di Natale». Diversa la storia di Angela Loriano, che appena ha terminato il corso non ha trovato lavoro, ma ha ottenuto la pensione: «Sono contenta di aver trovato comunque una sistemazione. Continuerò però ad aiutare le mie compagne di corso». Adriana Giglietti e Gessica Giliofiore stanno infatti pensando di mettersi insieme per fare una sorta di società del fiore. «Intanto - spiegano - stiamo facendo un po' di pratica. Faremo gli addobbi per il matrimonio della figlia di una corsista». Tiziana Turri invece si sta specializzando nella composizione di mazzi di fiori. Diversa la situazione dei disoccupati che hanno frequentato il corso per l'organizzazione di eventi. «Ho lavorato prima nel commerciale, poi sono uscita dal mondo del lavoro per seguire la famiglia, successivamente sono rientrata nel commerciale di un negozio per bambini che però ha chiuso - spiega Mara Zecchini - Così ho deciso di frequentare questo corso che mi è piaciuto molto. Speriamo che ora si concretizzi qualche possibilità di lavoro». Durante le lezioni i disoccupati hanno ricevuto un contributo di 600 euro. «A parte l'aspetto economico non trascurabile - spiega Andrea Rosati ex posatore di parquet - è stata un'esperienza interessante grazie anche ai nostri docenti». Organizzare eventi è faticoso, anche perché come sempre la burocrazia frena ogni entusiasmo. «Qualcuno ha remato contro - spiega Ilaria Campi - dal fuori sembra tutto facile, ma non è così. Comunque ce l'abbiamo fatta».
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