Finanza
Sasch al miglior offerente
Ilenia Reali
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Il sindaco Cenni azionista di riferimento della Sasch Il bando per il marchio sarà pronto a primavera
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PRATO. Un bando internazionale per vendere il marchio Sasch e un'asta per gli immobili di Campi e di via Galvani. E' questo il risultato a cui si arriverà, presumibilmente entro primavera, per pagare i debiti che hanno portato al fallimento dell'azienda di abbigliamento e alle società commerciali del Gruppo. Solo un'offerta, assai interessante e complessiva, potrebbe far cambiare la strada ormai già presa dai curatori fallimentari. Un marchio ha un valore finché ci sono negozi che vendono i vestiti "firmati" e finché si lavora alle collezioni da mettere nella catena distributiva. Dal momento in cui questa comincia a sfaldarsi è automatico che anche il marchio perde valore. INTERVENTI RAPIDI. In questa fase, con la newco affittuaria del marchio, la Via Monteverdi, sotto sequestro e un' istanza di fallimento sulle spalle, la situazione dei negozi è compromessa e diventa importante arrivare alla vendita nei tempi più rapidi possibile: una corsa contro il tempo per non far scendere la valutazione del brand e sottrarre ulteriori soldi ai creditori. Una corsa a ostacoli perché l'iter è complicatissimo e comunque una volta il bando sarà pubblicato ci saranno una serie di tempi tecnici da rispettare. Previsioni sulle date in cui partiranno i primi pagamenti non ce ne sono ma se davvero a primavera venisse pubblicato il bando - e se subito si presentassero degli acquirenti - si comincerebbe a fare cassa non prima della fine del 2012. CIGS IN SCADENZA. Il percorso da seguire è stato già individuato. In questi giorni si sta lavorando al prolungamento degli ammortizzatori sociali. Se i dipendenti Sasch hanno la cassa integrazione straordinaria in scadenza a febbraio, i dipendenti dei negozi vedranno la deroga terminare nei prossimi giorni e per loro ottenere un allungamento è tecnicamente più difficile. E proprio per parlare dei dipendenti del commercio i curatori fallimentari Leonardo Castoldi e Evaristo Ricci hanno convocato un incontro con i sindacati per lunedì pomeriggio. Prossimamente inoltre si dovrà procedere con l'inventario e continuare con l'attività di recupero crediti già portata avanti da un gruppo di avvocati. STATO PASSIVO. Per il 23 febbraio è fissato l'appuntamento con la verifica dello stato passivo e da qui si comincerà a lavorare al bando per il marchio. Parallelamente si interverrà sugli immobili che dovranno essere periziati e svuotati. In questo caso la situazione è più complessa perché per quelli di via Galvani dovrà essere preso in considerazione il fatto che sono occupati da altre aziende, le società produttive che facevano riferimento al Gruppo e per cui gli accordi sono andati a buon fine. LE PARTECIPAZIONI. Un capitolo da prendere completamente in mano è quello delle partecipazioni nelle società estere. Ci sarà infatti da capire se si può recuperare qualcosa anche dagli stabilimenti disseminati in mezzo mondo. Da un primo controllo è emerso però che la gran parte delle società sono in liquidazione e quindi con ben poco attivo da spartire. UNO STRANO NATALE. Sembra una storia irreale ma alternative non ce ne sono. Si sa, di fatto, che i negozi hanno la fine segnata eppure i dipendenti presi in carico dalla Via Monteverdi e i commessi stanno continuando a fare al meglio il suo lavoro. La parola d'ordine è comunque vendere e dalla sede continuano a partire abiti e accessori (il magazzino era ben fornito) per rifornire i negozi nella speranza che per Natale qualcosa in più entri. Il ricavato serve a pagare gli stipendi che fino ad oggi sono stati regolarmente erogati.
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