Finanza
Nel vecchio cinema, cento posti e una stagione dedicata al vernacolo e alla produzione amatoriale
"Vittoria", passione e volontariato
Miriam Monteleone
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A fianco uno spettacolo sotto la compagnia Trovarobe Da dieci anni a Coiano vanno in scena spettacoli di tutto rispetto
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PRATO. La storia di un ex cinema che diventa teatro, l'abbiamo già sentita. Ma se la trasformazione di uno spazio è frutto della passione di tanti volontari, che dal nulla sono riusciti a mettere in piedi una piccola istituzione, allora è un altro paio di maniche. Da dieci anni a Coiano il Teatro Vittoria porta avanti una programmazione di tutto rispetto. Nel giro di qualche anno gli eventi ospitati dallo spazio sono diventati meno sporadici e l'anno scorso, il teatro è stato rimesso a nuovo, grazie anche ai proventi degli spettacoli. Oggi vanta circa 100 posti e una stagione dedicata al vernacolo, al teatro di prosa e a quello amatoriale. «Fino agli anni Ottanta lo spazio, di proprietà della parrocchia di Coiano, ospitava il cinema Vittoria - spiega Stefano Giacomelli, uno dei fondatori -. Poi, una volta chiuso il cinema, visto che nessuno lo utilizzava, insieme ad altri parrocchiani, abbiamo pensato di chiedere a Don Andrea Cerretelli di attrezzarlo per farci degli spettacoli. Così è stato». «Per mettere in piedi una vera e propria stagione certo abbiamo dovuto faticare un po'- continua Giacomelli - Ma grazie al tam tam del pubblico che ci ha fatto pubblicità, alcune compagnie amatoriali hanno cominciato a proporsi, diventando degli ospiti fissi del nostro palcoscenico. Parlo della compagnia Quarta Parete, della Trovarobe, del gruppo Prato e dintorni e dei Cantuccini, che ogni anno debuttano nel nostro teatro con nuove produzioni. Ormai ognuna di queste compagnie vanta un suo repertorio». Attualmente a portare avanti il teatro sono circa una decina di volontari, che "sacrificano" interamente il loro tempo libero per pianificare spettacoli e attività. Insieme a Stefano Giacomelli, che cura la programmazione e l'ufficio stampa, ci sono i fedelissimi Piero Biagini e Alba Balzano, attrice, sarta e costumista, nonché ideatrice di gran parte degli spettacoli di scena. Marco Romagnani invece è un po' il regista di riferimento per la struttura. «Non cerchiamo guadagni- aggiunge Giacomelli- in genere destiniamo i proventi dei biglietti a opere di beneficienza. Solo l'anno scorso abbiamo utilizzato gli incassi per il teatro. Certo si potrebbe essere ancora più ambiziosi, ma senza contributi esterni o sponsor è dura. Cerchiamo piuttosto di puntare sull'originalità e di continuare a contribuire all'offerta culturale del territorio. L'anno scorso abbiamo ospitato delle "cene con delitto" ad esempio, perché il nostro spazio è dotato anche di un angolo cucina. Quest'anno siamo partiti con una nuova stagione, ma siamo pronti ad accogliere nuove proposte».
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