Il Tirreno

Prato

Il sindaco e gli assessori Cenni e Mondanelli presentano i progetti. In arrivo 15 milioni dalla Regione

Trecentotrenta case popolari

Carlandrea Poli
Nuove case popolari in arrivo a Prato con il contributo di 15 milioni della Regione
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Nuove case popolari in arrivo a Prato con il contributo di 15 milioni della Regione

Saranno consegnate entro il 2013 e il 68% andrà a famiglie italiane

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 PRATO. Trecentotrenta case popolari nuove di zecca in arrivo entro il 2013. Non verrà risolto il problema in toto, ma con questi numeri la giunta Cenni pensa di dare un respiro di sollievo alle migliaia di pratesi in preda all'emergenza sfratti. La priorità individuata sia dal sindaco che dall'assessore al sociale Dante Mondanelli è di colmare parte del gap nell'edilizia sociale fra Prato e il resto della Toscana.  Certo, nessuno immagina di raggiungere la vetta livornese - con i suoi 11.000 appartamenti popolari - ma per l'amministrazione di centrodestra è prioritario quanto meno ridurre la distanza fra il numero di alloggi disponibili e le domande. Ad oggi sono solo 1.423 gli appartamenti pubblici. Solo nell'ultima graduatoria sono state ammesse 1.600 domande di altrettante famiglie. In parte saranno accontentate dalle case di nuova costruzione. Se dovessero essere rispettati gli step comunicati dagli uffici tecnici del Comune e dalla Epp già il prossimo anno verranno consegnati 172 appartamenti. Un contributo particolarmente prezioso all'incremento dell'edilizia verrà dato dalla Regione, che fra una manciata di giorni sottoscriverà un protocollo con la giunta comunale. A Prato arriveranno 15 milioni di euro di fondi freschi, subito girati per la realizzazione di circa 90 alloggi. In parte sorgeranno a Galcetello, altri a Pizzidimonte e alla Querce, mentre in viale Galilei l'ex residence - considerato in passato uno dei possibili siti della casa dello studente - verrà riqualificato. Proprio quest'ultimo intervento viene preso ad esempio da Roberto Cenni per indicare alcune linee di indirizzo della sua visione dell'urbanistica del futuro: «Bisognerà chiedere alla Regione di rendere possibile l'incremento del nostro patrimonio edilizio destinato al social housing con opere di rigenerazione di aree ed edifici esistenti senza ricorrere alla nuova edificazione». Come per Pratilia, dove Esselunga si è impegnata ad affidare parte delle sue commesse ai dipendenti falcidiati dal crack della Btp, anche in questo frangente Cenni immagina di dare la preferenza nei lavori ad imprese pratesi. «Un possibile cammino - confida - potrebbe essere l'acquisizione diretta dei blocchi di edifici coi lavori fermi a metà per lo stallo del settore immobiliare». Altro cardine della sua azione urbanistica a valenza popolare è il risparmio energetico. «Sarebbe un controsenso pensare di affidare a poche centinaia di euro un alloggio eppoi chiedere ai cittadini di pagare bollette della luce salatissime». Restando a quello che è già in cantiere l'assessore all'urbanistica Gianni Cenni riflette sulla specificità dell'edilizia popolare sotto l'amministrazione di centrodestra: «Non siamo più nella cornice delle vecchie aree Peep, per cui si avevano interi quartieri dedicati alle case popolari, oggi la direzione è quella dell'integrazione con le altre funzioni dell'assetto urbano». Per confezionare questo risultato non manca il doppio riferimento alla questione immigrati-Lega Nord. Fu il Carroccio capitanato da Emilio Paradiso e da Claudio Morganti nella primavera del 2010 ad attizzare la rivolta dei residenti di via di Gello nell'atto della consegna di 12 alloggi di pregio a stranieri. Gli equilibri di forza verranno ribaltati. Le 172 famiglie che entro la fine del 2012 si vedranno consegnare un'abitazione saranno nel 68% dei casi italiane.

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